Apprendisti filosofi alla Scuola Media!

2020

Data di pubblicazione: 2 Marzo 2020

Proseguono gli incontri con la filosofia per i nostri studenti della Scuola Media: dopo la conferenza del Prof. Nicola Zippel, abbiamo parlato di Positivismo e società con il Prof. Matteo Mauro, docente del Liceo “Marymount”. Ecco il resoconto di una nostra allieva.

E’ stato un pomeriggio piuttosto originale quello dello scorso martedì 4 marzo per le nostre tre classi, la IIIA, la IIIB e la IIIC, prima che la consueta vita della nostra scuola venisse interrotta dall’emergenza di questi giorni. Il Prof. Matteo Mauro, docente di Storia e Filosofia nel Liceo Marymount, è venuto a farci una lezione su uno dei temi infinitamente dibattuti dai filosofi: il Positivismo, argomento che noi stiamo affrontando dal punto di vista della storia della letteratura. Prima di entrare nel dettaglio, e iniziare ad ‘ingarbugliarci’ in pensieri quasi stravaganti, il professore ci ha spiegato l’etimologia della parola. Questa si può dividere in due parti: ‘positiv-’, e il suffisso ‘-ismo’; il primo frammento di parola allude al miglioramento infinito a cui i filosofi fondatori di questa corrente nel primo Ottocento, Comte e Saint-Simon, pensavano tendesse l’evoluzione umana; invece “-ismo” significa più semplicemente insieme di pensieri, perciò si potrebbe arrivare alla conclusione che il Positivismo aspiri sempre a ciò che è appunto positivo. 

In secondo luogo il professore si è ricollegato alla causalità, quindi al fatto che nella visione del Positivismo ad ogni azione dovesse corrispondere necessariamente un effetto anche nell’ambito delle scienze umane, e non solo nella matematica e nella geometria. Dunque, nella società positivista tutto avrebbe dovuto essere perfetto, però non un perfetto approssimativo, ma un perfetto scientifico e preciso, basato sulle leggi di Newton e sull’insieme delle leggi dei fenomeni sociali che viene definito  come “fisica sociale”. 

Il professore, infine, ci ha fatto un esempio di come il Positivismo abbia trovato applicazioni persino sul paesaggio citandoci l’esempio del Comune di Crespi D’Adda, un paese industriale del Nord Italia costruito seguendo uno schema molto ordinato e razionale e facendoci vedere il contrasto con un quartiere della nostra città, Trastevere, dove invece le case sono state costruite secondo una disposizione circolare intorno alla chiesa, per enfatizzare anche il fatto che Dio fosse al centro di tutto (ma questo provocava poi disordine). 

Per concludere, il professore ha insistito sui limiti del Positivismo nella società, perché esso guarda solo una faccia della medaglia, esalta il progresso scientifico senza tenere conto di altri fattori.

Ottavia Costantini, III C Scuola Media

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