Lo scorso 5 febbraio quattro ore intense di testimonianze, dibattiti, simulazioni e una regista d’eccezione: l’Onorevole Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia al Senato e fondatrice di Doppia Difesa. Ecco come la nostra reporter in erba Michela Pugliese ripercorre i momenti più significativi dell’incontro.
“Te la sei cercata!”: è questa l’esclamazione che, ogni anno, centinaia di donne vittime di violenza si sentono ripetere da una società profondamente segnata dalle cicatrici centenarie degli stereotipi di genere. La verità è che nessun comportamento, nessuna parola “di troppo” può giustificare un atto di violenza. È questo il messaggio che, lo scorso 5 febbraio, l’avvocato e senatrice Giulia Bongiorno ha voluto far arrivare agli studenti del triennio del Marymount High School in un incontro dedicato alla lotta contro la violenza di genere. Partendo dal femminicidio di Giulia Cecchettin e dalla toccante testimonianza di Benedetta, sorella di Noemi Durini, l’avvocato Bongiorno, fondatrice insieme a Michelle Hunziker dell’Associazione Onlus “Doppia difesa”, ci ha accompagnati in un’analisi approfondita della natura, delle cause e delle conseguenze di una delle più gravi problematiche sociali contemporanee.
L’incontro ha, infatti, offerto numerosi spunti di riflessione, a partire dalla definizione stessa di femminicidio, e ci ha fatto ripercorrere il lungo iter legislativo verso la criminalizzazione delle varie forme di violenza di genere. “Uccidere una donna era come bruciare un motorino” commenta l’avvocato Bongiorno tornando indietro a qualche decina di anni fa, quando il delitto d’onore era equiparato al delitto d’incendio. È una realtà spaventosamente recente quella raccontata dall’Avvocato, che non ha omesso il ricordo della fatica vissuta in prima persona nel farsi spazio in una professione tradizionalmente “maschile” come quella dell’avvocatura. Una fatica condivisa con tutte quelle donne che, prima di lei, hanno aperto la strada verso il mondo delle pari opportunità, come Lidia Poet, primo avvocato donna in Italia.
Bongiorno ha poi sottolineato la centralità dell’elemento del consenso nei casi di violenza di genere, ancora argomento di dibattito nell’UE per via dell’ambiguità nella sua definizione. Ma è proprio il consenso, ha spiegato, che, poco rispettato e spesso presupposto, viene brutalmente oltrepassato nei casi di violenza, di cui ha evidenziato le forme più varie. Cruciale è stata l’enfasi sugli abusi frutto dell’impulso dell’era tecnologica, come lo stalking, introdotto come reato nel 2009, e il revenge porn, criminalizzato solo nel 2019 con la legge Codice Rosso, ad opera della stessa Bongiorno.
Con grande chiarezza e immediatezza comunicativa, la Senatrice ci ha coinvolti sempre in modo molto interattivo nella sua narrazione sottoponendoci definizioni e veri e propri casi di studio. Siamo così diventati “giudici per un giorno”, immergendoci nei panni di coloro che quotidianamente hanno il compito di assicurare la giustizia alle vittime di violenze. L’intero staff di Doppia Difesa ha, inoltre, contribuito in modo efficace alla creazione di un profondo e toccante spazio per la nostra riflessione, proponendoci un’esperienza piena di suoni, immagini, parole, per dare voce a tutte quelle donne che una voce non l’hanno più.
Articolo di Michela Pugliese, 19 anni, V A Liceo Classico (Laboratorio di giornalismo)
