Maschere create dai bambini della scuola primaria ispirate a Picasso o Magritte e, per finire, una parata trionfale al ritmo della Murga argentina. Anche quest’anno il Carnevale ha avuto la celebrazione che merita.
Continua ad avere una forte connotazione artistica il Carnevale del nostro istituto: nella giornata del Martedì Grasso un flusso di creatività e immaginazione ha attraversato i vialetti del giardino, culmine anche di un articolato percorso artistico e concettuale che ha puntato sulla manualità dei bambini e sul potenziale immaginifico trasmesso loro dallo studio delle grandi figure della storia dell’arte (quest’anno è stato il turno di Picasso, Van Gogh, Klee e Magritte) e dalla carica sovversiva e caleidoscopica di quella complessa forma d’arte a metà tra il teatro di strada, la giocoleria e la satira che è la Murga argentina.
Una curvatura che potrebbe sembrare non avere nulla che fare con la tradizione, eppure la suggestione più potente viene proprio da lì: “La storia del nostro carnevale alla Marymount è un po’ come quella di Arlecchino – racconta María Ángeles Vila, docente dell’istituto e ideatrice del progetto in collaborazione con Jane Victoria O’Connor – la sua mamma gli aveva fatto il vestitino con gli scampoli di stoffa che aveva a disposizione, proprio come abbiamo fatto noi alla Scuola Primaria: ogni classe ha costruito una storia con cui riempire di senso questa giornata. Il nostro è stato proprio un bel Carnevale Arlecchino!”. La collega O’Connor ci spiega gli obiettivi didattici dell’attività: “Abbiamo cercato di coinvolgere gli studenti in un’esperienza educativa che li sensibilizzasse alla lotta contro gli stereotipi di genere e alla sostenibilità, dal momento che le maschere sono state tutte create all’interno delle nostre classi-laboratorio”.
Arte come rappresentazione e celebrazione di bellezza, di divertimento, di coesione, ma anche come strumento per dare espressione a sentimenti contrastanti, di denuncia e di protesta: è il messaggio con cui i due professionisti argentini Pablo Oliver e Karina Filomena hanno propiziato l’incontro creativo delle Quinte con i balli e le musiche della Murga, in una coesistenza tra sacro e profano, lecito e illecito che ha fatto respirare ai bambini quel clima di euforia collettiva tipico dei riti carnascialeschi delle origini. Semel in anno…
