Per la fine dell’anno scolastico la neonata compagnia teatrale degli studenti dell’High School ci ha regalato una intensa rappresentazione dell’Alcesti di Euripide, con scenografia e costumi ispirati all’artista Niki de Saint Phalle. Pubblichiamo le note di regia della Prof.ssa Federica Turco, responsabile del PCTO Teatro.
L’idea di portare in scena l’Alcesti di Euripide è arrivata in un pomeriggio di fine estate mentre preparavo la progettazione di Lingua e letteratura greca per il IV classico.
Alcesti rientra nel “primo Euripide”: è una tragi-commedia perché – a differenza di tutte le altre tragedie – presenta un lieto fine e mi stuzzicava l’idea di cimentarmi come opera prima da “regista” con un dramma classico che non risultasse troppo pesante per un pubblico non abituato ad assistere o a leggere tragedie. Protagonista è una giovane donna che per amore sacrifica la propria vita per salvare il marito Admeto ed il regno sul quale governa: Alcesti è coraggiosa, non ha paura della morte e con dignità e compostezza fino all’esalazione del suo ultimo respiro saluta il marito ed i figli, chiedendo solo ad Admeto di rispettarla anche da morta e di esserle fedele per l’eternità.
Leggendo il testo mi sono resa conto di quanto fosse potente il messaggio euripideo per le nuove generazioni alla luce dei continui femminicidi e delle continue lotte per gli stessi diritti tra uomo e donna che ancora, purtroppo, non sono riconosciuti in gran parte del mondo orientale. Alcesti è padrona della sua vita, non è indotta da alcuno nel fare questa drastica scelta, non è uccisa brutalmente da un uomo per gelosia o perché considerata inferiore, anzi proprio in questa tragedia Admeto è un imbelle, uno spettatore della grandezza morale di Alcesti.
Nella stesura del copione ho cercato di mantenermi quanto più fedele possibile al testo originale di Euripide pur “modernizzando” alcune parti del coro e tagliando alcune scene difficili da rappresentare da una compagnia teatrale appena nata e non ancora del tutto collaudata.
Terminata la stesura del copione teatrale, mi è capitato di visitare con la mia famiglia il Giardino dei Tarocchi nei pressi di Capalbio dell’artista statunitense Niki de Saint Phalle; devo ammettere che non conoscevo molto dell’arte e della vita di Niki de Saint Phalle e con gli occhi pieni di bellezza, al mio rientro a Roma, mi sono documentata su questa artista.
Anche Niki de Saint Phalle come Alcesti è stata una donna forte e coraggiosa dall’infanzia e adolescenza difficile, che ha trovato nella pittura prima e nella scultura dopo una “terapia” al dolore, qualcosa di molto simile alla funzione catartica del teatro nella Grecia dell’età di Pericle. Ecco l’ispirazione: perché non creare un “dialogo” artistico tra classico e moderno? Perché non portare in scena un dramma classico con una scenografia moderna? Da qui nasce l’idea della scenografia e della locandina, grazie al prezioso aiuto delle prof.sse Monica Bruni e Isabella Raffa che hanno supportato i ragazzi nella realizzazione dei costumi, della locandina e della scenografia ispirati a Niki de Saint Phalle con colori, materiali da riciclo, specchi proprio come l’arte di Niki.
Dopo otto mesi di prove estenuanti, di cambi di programma all’ultimo minuto, il 28 maggio abbiamo portato in scena Alcesti, la nostra eroina moderna. Tutti i ragazzi coinvolti sopra il palco e dietro le quinte hanno amato questa tragedia: inizialmente è stato difficile coordinare un gruppo di 25 persone di età diverse e con impegni diversi, ma la soddisfazione di vedere la loro felicità nel ricevere l’applauso finale è stata grandissima e sentire il rumore delle mani dei piccoli delle medie insieme ai grandi del liceo ha ripagato tutti noi del gran lavoro fatto, con l’augurio che sia l’inizio di un luminoso percorso teatrale e, chissà, di una nuova compagnia teatrale, la compagnia del Marymount High School.
Prof.ssa Federica Turco








