A 42 anni dalla Maturità un’intera classe del Liceo Marymount si è data appuntamento nel nostro istituto per rivivere le emozioni passate insieme e per riannodare le fila di una storia a cui, evidentemente, non si vuole ancora mettere la parola fine.
Il giardino con le sue piante secolari, la maestosa scalinata, le boiserie, le aule del primo e del secondo piano più austere, ma forse anche le più ricche di ricordi e di aneddoti. Il raffinato edificio della villa che oggi ospita le ultime classi della Scuola Primaria e della Secondaria di Primo Grado, il Castello come tutti lo chiamano, fino a qualche decennio fa era sede anche del Liceo Classico Marymount. È per questa ragione che la classe V A della Maturità 1982 si è data appuntamento tra le sue mura lo scorso 12 luglio. “Appena varcata la soglia d’ingresso l’impressione è stata che fossero passati pochi mesi e non 42 anni. Mi è quasi sembrato di sentire l’odore dei panini preparati da Sister Winnifred” – racconta Cristiano, da cui è partita l’idea di contattare le nostre segreterie per richiedere il permesso di visita – “Certi luoghi non si dimenticano, è stato come tornare indietro nel tempo. Per dare la misura di quanto fossimo affezionati a questo posto vi basti sapere che venivamo a scuola anche con la febbre!”.
“È stata una rimpatriata diversa da quelle che abbiamo fatto nel corso degli anni. Per l’occasione ci hanno raggiunto qui a Roma anche chi adesso abita fuori regione” – spiega Raffaella – “Volevamo essere tutti di nuovo insieme per ricordare due compagne che purtroppo non ci sono più. In loro memoria abbiamo chiesto al nostro vecchio insegnante di religione, Don Costa, di celebrare una S. Messa nella cappella della scuola. Dopo questo momento di raccoglimento, ci siamo inoltrati nelle vecchie aule, che per la quasi totalità di noi sono state una seconda casa, avendole frequentate fin dalla più tenera infanzia. Qui ci sentivamo al sicuro, in qualche modo al riparo dalla storia che in quegli anni ha scritto alcune delle sue pagine più tragiche. Ricordo il dolore per l’assassinio del giudice Occorsio, la cui moglie era proprio un’insegnante del nostro Liceo, o il turbamento per il rapimento di Aldo Moro”.
Non c’è bisogno di domandare quale sia stata l’impronta Marymount nelle loro vite: la si sente nell’umanità, nell’affabilità e nell’autenticità con cui rievocano il viaggio in Grecia, le sonore bibbiate in testa di Sister Georgette e tanti altri allegri episodi di vita scolastica. Sentimenti nutriti da un profondo senso di gratitudine nei confronti della vita.
“Grati alla vita, ma anche a questa scuola che ci ha fatti incontrare e reincontrare! Da ragazzi il nostro punto di ritrovo preferito era un muretto in giardino vicino alla fontana – conclude Cristiano – adesso questo muretto si è trasferito sulla chat ed è persino più vivace!”. Non abbiamo problemi a crederlo, visto che è in avanzata fase organizzativa la seconda tappa di questo singolare revival: “Andremo in Abruzzo a trovare uno dei compagni che in questi giorni è stato a Roma con noi, non vogliamo certo che senta la nostra mancanza!” precisa Raffaella. Dove li attenderà il pullman per la partenza? Davanti alla Marymount, naturalmente, come vuole la tradizione per ogni gita scolastica che si rispetti!
