Progetto UNI-T a Bruxelles: un’esperienza da raccontare

2023

Data di pubblicazione: 1 Agosto 2023

Di seguito condividiamo il resoconto a cura dell’insegnante Ruzbeh Ghofranian – insegnante presso l’Istituto Marymount di STEAM, fablab, coding, robotica e makerspace nella scuola primaria e secondaria di primo grado – in merito ad un viaggio di formazione a Bruxelles, destinato a docenti provenienti da diversi paesi, nell’ambito del progetto UNI-T.
Questa iniziativa vede tra gli organizzatori la professoressa Emiliane Rubat Du Mérac per la Sapienza (con cui il nostro Istituto, in qualità di scuola partner di Erasmus+, sta collaborando nell’ambito di ricerche sul tema del benessere e dell’outdoor education) ed Elsa Roland per l’Università Libera di Bruxelles. 
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Il viaggio di formazione a Bruxelles sulla didattica attiva organizzato da UNI-T Academy ha rappresentato un’esperienza emozionante ma, soprattutto, una presa di coscienza.
Con i colleghi provenienti da Grecia, Francia, Belgio e Italia abbiamo avuto la fortuna di poter visitare alcune scuole, parlare con i dirigenti, confrontarci con i professori e vivere le classi.
Le pratiche utilizzate sono ispirate alla scuola attiva, ai principi di Decroly, Freinet e Morin. Gli studenti, infatti, lavorano su dei macro concetti da cui far derivare tematiche che siano sempre in relazione tra loro.
Il principio che scandisce la didattica degli istituti visitati è quello di mantenere vivo il senso intrinseco e relazionale delle informazioni. Queste sono dunque contestualizzate e “significate”, gettando le basi per una comprensione profonda.
Il lavoro di gruppo è molto incoraggiato e aiuta a sviluppare le soft skills affinché l’approccio attivo alla conoscenza generi un desiderio diffuso di apprendimento.
Le autovalutazioni sono fondamentali perché gli studenti sviluppino la propriocezione entrando in contatto con punti di forza e debolezze ma, soprattutto, con i propri desideri e le proprie aspirazioni.
Il workshop mi ha dato occasione di riflettere su quanto il mondo della didattica necessiti di un cambiamento strutturale: l’insegnante “somministratore di informazioni” potrebbe avere più presa sui propri studenti favorendo una didattica di tipo esperienziale, che sia integrativa e non semplicemente generatrice di risposte corrette.
In questa chiave, le nuove tecnologie sono certamente uno strumento conoscitivo, ma è necessario coltivare un tessuto umano perché vi sia consapevolezza delle proprie potenzialità, dei propri limiti e delle motivazioni che spingono gli studenti ad “imparare a imparare”.
L’espansione dell’offerta tecno-didattica non è da sola amplificatrice delle consapevolezze se si perde di vista la co-costruzione delle attitudini all’apprendimento e alla conoscenza più profonda del sé e, dunque, all’aspetto più distintivo di noi esseri umani, ovvero la complessità del nostro mondo relazionale con noi stessi e con gli altri.

Per quanto riguarda le mie discipline di insegnamento – attraverso l’approccio STEAM – la materia Cittadinanza e Costituzione e i laboratori di FABLAB e Informatica forniscono, quindi, un campo di applicazione prezioso sia nei termini della didattica attiva sia nel costante e proficuo dialogo interdisciplinare. 

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