TUTTO IN UNA BAND

2024

Data di pubblicazione: 20 Febbraio 2024

Un gruppo di ragazzi legati dalla passione per la  musica, è così che Maria Sofia e Giulia, croniste per un giorno, ci raccontano le storie, i progetti e il futuro della band della scuola.

Tutti conosciamo la band della scuola e tutti l’abbiamo sentita suonare almeno una volta, ma forse non tutti gli studenti,  docenti compresi, hanno ben chiare le sue origini o si sono mai chiesti che cosa la musica rappresenti per i giovani componenti del gruppo, quanto li abbia aiutati ad esprimere se stessi e ad instaurare un forte legame tra di loro e con chi li guida in questo percorso straordinario: il professor Matteo Mauro, insegnante di  storia e filosofia, ma anche grande appassionato di spartiti, canzoni e soprattutto batteria.

È stato proprio lui che, nell’ormai lontano 2020, dopo aver constatato quanto la passione per la musica lo avvicinasse ai suoi alunni, propose l’idea di creare una band. Prima di essere così come la conosciamo oggi (Matteo Mauro alla batteria, Guglielmo Catanzaro al basso, Alessandro Virgillito alla tastiera, Diletta Marcellini e Vittoria Boccia alla chitarra elettrica, Vasilisa Maksakov voce), la formazione era composta da due cantanti, due chitarristi ed un batterista; negli anni essa ha subìto dei cambiamenti inevitabili, ma nonostante ciò continua a suonare come da tradizione per ogni Natale e a ogni fine anno scolastico, portando felicità e allegria agli studenti del Marymount.

Il repertorio contempla prevalentemente musica pop, spaziando da quella italiana a quella internazionale di oggi come di qualche decennio fa; i brani che riescono sempre a entusiasmarci sono le canzoni degli ABBA come “Mamma mia” e “Dancing Queen”. La band è a tal proposito sempre in continuo fermento: ciascun membro ha gusti musicali che lo differenziano dagli altri e ognuno tende a proporre i generi e gli stili a lui più congeniali, come il bassista Guglielmo Catanzaro, alunno del III anno, che ci ha confessato: “I miei gusti sono cambiati molto negli ultimi anni e adesso suono (o meglio provo a suonare) metal e progressive”.

Grazie a questo viaggio nella band della scuola abbiamo poi scoperto che per alcuni nostri coetanei la musica rappresenta una vera e propria compagna di vita:“Ho iniziato a cantare a sei anni nel coro dell’Accademia di Santa Cecilia e da lì è iniziata la passione – ci ha detto Vasilisa Maksakov, alunna del IV anno – I miei genitori sono sempre stati felici nel sostenermi e mi hanno incoraggiata anche verso una possibile scelta professionale nel campo della musica. Nel corso degli anni ho poi avuto un periodo di blocco in cui ho pensato che probabilmente stavo sbagliando e che avrei dovuto scegliere una strada più sicura, ma due estati fa ho fatto un corso da cantante solista in Umbria, e da quel momento ho capito che la musica è quello che voglio veramente fare, è ciò che mi fa stare bene. Adoro vedere persone che cantano, divertirmi legandomi in amicizia con altri appassionati di musica. Con la band poi ho la possibilità di scoprire e sperimentare nuovi generi musicali”.

Anche per il professor Matteo Mauro l’amore per la musica è nato tra i banchi durante il IV ginnasio, su proposta di un compagno di classe che cercava un batterista per la sua band. Alla domanda sul perché gli piaccia suonare, ha risposto: “Penso che sia qualcosa che devo fare… una cosa che, se non la faccio, mi sento male”. La band rappresenta un vero e proprio ponte tra le generazioni: “Conosci gli studenti in un modo differente, in un altro contesto, li chiami per nome… si crea un legame più stretto tra alunni e insegnanti” conclude Mauro.

Le parole dei nostri intervistati sono state molto chiare: la musica è un’occasione per crescere, per acquisire autostima, un modo alternativo per esprimersi, fino a diventare una necessità di cui non si può più fare a meno. Grazie ragazzi, sicuramente continuerete a stupirci e chissà con quali sorprese ci aspetterete al prossimo concerto!

Di Giulia Milanesi e Maria Sofia Vittimberga, 15 anni, II Liceo Scientifico e Classico (Laboratorio di giornalismo)

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