Un viaggio alle origini dell’umanità per comprendere la scienza che si nasconde dietro l’interpretazione di antichi resti.

Sono tante le occasioni di arricchimento dei nostri ragazzi presso l’Istituto Marymount, ma nel mese di marzo, in particolare, gli studenti del Liceo hanno avuto la possibilità di interfacciarsi con lo svolgimento di due lezioni accademiche di alto profilo grazie all’intervento in aula della Dottoressa FedericaCrivellaroAssistant Director In-Africa projectLeverhulme Centre for Human Evolutionary Studies,
Department of Archaeology & Anthropology
dell’Università di Cambridge.

Un’opportunità davvero unica, che ha visto i nostri allievi confrontarsi con una materia complessa, legata all’archeologia e all’antropologia; gli studenti dell’High School, infatti, dopo una breve introduzione sulle tematiche trattate nell’ambito degli incontri, con il supporto della Dottoressa Crivellaro, hanno subito potuto cimentarsi nella datazione di vere ossa umane risalenti all’antichità (nel dettaglio provenienti dalla zona denominata “Isola Sacra”).

L’Isola Sacra è un’area di circa 12 km², situata presso la foce del Tevere, un importante insediamento sepolcrale, sviluppatosi a partire dalla fine del I secolo d.C.

Approcciandosi con curiosità e rispetto ai resti presi in esame, gli studenti hanno appreso i principi della datazione dei reperti tramite, ad esempio, l’analisi della dentatura e dell’aspetto generale delle parti oggetto delle lezioni.

Nel ciclo dei due appuntamenti, la Dottoressa Crivellaro ha presentato alcuni focus relativi al “DNA del passato”, dando particolare rilievo alle informazioni che, ancora oggi, questi resti possono trasmetterci in termini di età, stato sociale, usanze, sesso della persona e aiutando i ragazzi più che a trovare risposte a porsi le giuste domande di fronte a testimonianze così tangibili di epoche lontane.

Un laboratorio molto coinvolgente – della durata complessiva di circa 4 ore – che ha destato nei nostri studenti un forte interesse nei confronti dell’antropologia biologica e delle sfide, vecchie e nuove, dell’affascinante campo dell’evoluzione.

Progetto SEM, il web creato dai bambini: facciamo un sito?

2018

Data di pubblicazione: 15 Febbraio 2018

Grade 1 C Website
Un
salto nel web, una dimensione creativa che, talvolta, appare come una jungla, ma dove, spesso, basta solo sapersi orientare, proprio come in una città tutta da scoprire: così il Dottor Alessandro Baioni, esperto di comunicazione, nell’ambito del progetto SEM – coordinato da Mr. Michael Cascianelli, Primary School (I-II-III Primaria) Principal – ha presentato agli alunni della I C “Internetopoli”, introducendoli ad un affascinante viaggio nel mondo di Internet.

Facile, allora, trovare le analogie con la realtà quotidiana, in cui, ad esempio, ogni casa ha un suo indirizzo (proprio come i siti che caratterizzano l’online).
Ma non c’è migliore insegnante della pratica, così i ragazzi si sono messi subito all’opera per realizzare il loro portale con un obiettivo ben preciso: un sito creato daibambini per i bambini.

Dopo aver analizzato tre elementi principali (logo, testo e immagini) la classe, in un incontro successivo, è stata suddivisa in cinque gruppi, all’interno dei quali erano presenti copywriter e designer; ciascuna squadra ha, poi, progettato una pagina. Nello specifico, come sottolineato da Mrs Marina Pace, che ha seguito l’iniziativa, è stato elaborato il seguente schema:

HOME PAGE – l’immagine scelta dal gruppo è stata quella del bruco e della farfalla, che riconduce al goal dell’anno e al concetto di crescita personale. Il testo scelto daibambini per la home page è stato: “Prendiamoci per mano, insieme voliamo”.

LA NOSTRA AULA – durante l’attività di dibattito e confronto si è evidenziata l’importanza delle keywords per attirare l’attenzione di coloro che visitano il sito. È nata così l’immagine dell’aula come una magic box dove avvengono tante, grandi magie; il disegno rappresenta una scatola, appunto, con fuochi d’artificio, razzi e fulmini che identificano idee ed intuizioni. Il testo scelto è stato: “La magic box dove impariamo, sperimentiamo, cresciamo”.

IL CORTILE il disegno rappresenta l’attività all’aperto come momento di gioco, ma anche di creazione di rapporti interpersonali. Il gruppo ha deciso di disegnare anche dei piccoli insetti per dare risalto al contatto con la natura che costituisce un valore aggiunto. Il testo scelto suona come un invito: “Amici, venite a giocare con noi?”.

LA MENSA – per i bambini si tratta di un ambiente importante da far conoscere ai  coetanei. Per la scelta del testo, anche in questo caso, hanno giocato con le parole: “Imparare qui ci piace di più”.

CONTATTI –  il gruppo ha preso spunto da una stampa di Google maps, per il testo si sono ispirati alle mappe dei tesori: “Segui la mappa, tante scoperte ti aspettano”.

Contenuti, questi, che sono emersi attraverso le domande che l’insegnante, stimolando l’immaginazione, ha posto alla classe, quali, ad esempio: “Cosa vorreste comunicare ad un bambino che deve scegliere la scuola?”.

«Da qui – afferma Mrs Pace – siamo andati avanti con una attività di brainstorming in cui, piano piano, si sono sviluppate idee e testi per abbellire il nostro sito web».

Un lavoro, quello dei ragazzi, che prende vita online e dove la fantasia è divenuta… “navigabile”!

Di seguito il link del sito grade1c.marymount.it

In II A è arrivato un arbitro… di Serie A! Tra fischietti, cartellini gialli e rossi l’arbitro di calcio Paolo Valeri ha trasmesso agli studenti un concetto fondamentale: quello delle regole.

Che gioco sarebbe se non ci fossero? Riusciremmo a divertirci ugualmente? Cos’è una regola e perché ci serve? Gli studenti, fin da subito, sono rimasti coinvolti dall’intervento di Valeri, manifestando sincero interesse per la sua professione e confrontandosi sul vivere insieme e sulle proprie esperienze personali.

Come sottolineato da Mr. Michael Cascianelli, Principal dell’Infanzia e della I-II-III Primaria, il contributo di Paolo Valeri fa parte del progetto SEM (Schoolwide Enrichment Model) che mette al centro dell’attenzione l’importanza di esperienze formative extracurricolari che possano stimolare talenti ed interessi di tutti gli studenti all’interno delle classi.

L’incontro è stato infatti occasione per individuare analogie tra sport e quotidianità, tra le azioni che si svolgono in campo e quelle che, invece, avvengono in aula. Gli allievi hanno così potuto rafforzare lo spirito di squadra, focalizzando obiettivi comuni, dove ciascuno è chiamato a “giocare” il proprio ruolo.

La regola del silenzio, quella della fila e dell’ascolto dell’altro sono stati solo alcuni degli elementi presi in esame; gli alunni hanno vivacemente dibattuto sulle conseguenze che il mancato rispetto delle regole porta al singolo e alla comunità, esprimendo punti di vista ed esempi concreti dati dal vantaggio del riguardo per se stessi e per il prossimo.

Alla fine della giornata l’arbitro Valeri ha omaggiato la IIA e l’Istituto con due maglie ufficiali che l’Associazione Italiana Arbitri indossa durante le partite. La classe si è poi ritrovata nel campo di basket per una foto di gruppo, ricordo di un’intensa giornata istruttiva e divertente.

Per approfondire: Renzulli, J. S., & Reis, S. M. (2014). The Schoolwide Enrichment Model: A how-to guide for talent development. Waco, TX: Prufrock Press Inc..

The Schoolwide Enrichment Model SEM) is widely implemented as an enrichment program used with academically gifted and talented students and a general enrichment approach for all schools interested in developing the strengths and talents of all learners. The major goal of the SEM is the application of gifted education pedagogy to total school enrichment and joyful learning. The SEM provides enriched learning experiences and higher learning standards for all children through three goals: developing talents in all children, providing a broad range of enrichment experiences for all students and providing advanced level follow-up opportunities for young people based on their strengths and interests. The SEM focuses on enrichment for all students through high levels of engagement and the use of enjoyable and challenging learning experiences that are constructed around students’ interests, learning styles, and preferred modes of expression.

L’incontro al Liceo con Paolo Valeri

Il 27 Novembre Paolo Valeri, arbitro internazionale di serie A, ha avuto occasione di incontrare i ragazzi del Liceo per discutere insieme di etica nello sport e fairplay. L’appuntamento è stato spunto per trattare tematiche di grande attualità e rilievo, individuando analogie e similitudini tra sport e vita.

La presentazione di Valeri, dinamica e interattiva, ha da subito coinvolto gli studenti, entusiasti di avere l’opportunità di approfondire un ruolo fondamentale nel gioco del calcio. Con l’ausilio di grafiche e video, Valeri ha delineato la figura dell’arbitro – in qualità di atleta e professionista – le doti necessarie per intraprendere questo percorso, condividendo esperienze vissute in prima persona e fornendo letture tecniche di un’attività sportiva che, col tempo, si è evoluta.

Come molte carriere, infatti, anche quella dell’arbitro è continuamente sottoposta al cambiamento, apportato, principalmente, dalle nuove tecnologie. “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti” ha detto Valericitando il naturalista Charles Darwin, riferendosi anche al sistema di arbitraggio VAR (Video Assistant Referee), che ha modificato l’approccio alle partite.

Attraverso l’analisi di azioni in campo, atteggiamenti della squadra, dei coach e della tifoseria, Valeri ha sottolineato come sia l’aspetto umano a fare la differenza, per esempio nell’accettazione di qualcosa che è insito nell’uomo: l’errore. Che fare in questi casi, quando si è giudici e si sbaglia? «Ammetterlo e lasciarsi tutto alle spalle – afferma Valeri – è la scelta migliore. Non bisogna cadere nella “tentazione della compensazione” cercando, nel calcio ma vale anche nella vita, di assegnare un rigore non giusto… perché così si sbaglia due volte. È l’ammissione di colpa e il saperla superare che ci rende davvero grandi e ci fa crescere», conclude.

Un discorso che ricorda quello di un campione che aveva a che fare, però, con la palla da basket. Diceva Michael Jordan, stella della NBA“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. A conclusione dell’evento, i presenti hanno avuto modo di porre domande e confrontarsi, esponendo opinioni e punti di vista, epilogo di una giornata interessante e ricca di riflessioni.

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