EUROPA EXPERIENCE: IMPARARE AD ESSERE CITTADINI EUROPEI

2024

Data di pubblicazione: 5 Febbraio 2024

Un coinvolgente gioco di ruolo nel cuore della nostra città ci avvicina alle istituzioni europee. È una delle cose che abbiamo scoperto insieme agli studenti di Salonicco venuti a farci visita dal 21 al 26 gennaio grazie al programma Erasmus+. Ecco le riflessioni e lo storyboard della nostra Margherita Aprile.

“Per essere italiani nel mondo, dobbiamo essere europei in Italia”. Queste parole furono pronunciate ormai qualche decennio fa dall’industriale Gianni Agnelli, ma comunicano ancora oggi con estrema efficacia l’esigenza di sensibilizzare i giovani italiani a sviluppare un senso di cittadinanza attiva nel contesto europeo. Molto spesso l’Unione europea viene percepita, infatti, come un ente distante dalle vite delle persone, che sovente non sono realmente consapevoli del funzionamento delle varie istituzioni (tra esse sembra godere di una qualche simpatia solo il Parlamento, l’unico organo per cui sia possibile l’elezione diretta da parte dei cittadini dei paesi membri).

È per questo che, in una società sempre più cosmopolita ed interconnessa, il progetto Erasmus+ rappresenta un’immancabile opportunità per conoscere altre culture e comprendere cosa realmente significhi essere cittadini europei ed è una grande fortuna che esso da qualche anno coinvolga anche le scuole secondarie di secondo grado, dopo aver permesso a decine di migliaia di studenti universitari di rafforzare il loro senso di cittadinanza e di appartenenza all’Europa.

Tra le popolazioni che fanno registrare uno dei più alti tassi di disaffezione nei confronti dell’Unione europea, non sorprende forse che quella greca si situi al primo posto: per un sondaggio condotto da Eurobarometro e rilanciato da Openpolis, nel 2022 la sfiducia dei cittadini ellenici sfiorava punte preoccupanti del 53 per cento, sentimento nato probabilmente dalle misure di austerity implementate durante la crisi del debito del 2009.

La consapevolezza di questo dato ha reso forse ancora più interessante lo scambio con l’istituto Geniko Lykeio Diapolitismikis Ekpaidefsis Evosmou di Salonicco, che lo scorso novembre ha accolto una delegazione dei nostri studenti per poi essere a sua volta ospite della nostra scuola durante la settimana di fermo didattico, dal 21 al 26 gennaio. Non c’è un altro stato in Europa le cui radici culturali siano così strettamente legate alle nostre, ce l’hanno insegnato la storia, la letteratura, la filosofia, l’arte, la matematica, lo sport. Il nome stesso di Europa è una creazione del mito e della lingua greca antica.

Forse ci siamo sentiti chiamati a una sfida ed è per questo che una delle prime attività che abbiamo deciso di condividere con gli studenti greci ospiti presso le nostre famiglie è stata la visita a Europa Experience, progetto nato nel 2016 a Berlino che ha inaugurato la sua sede italiana a Roma nel 2022 proponendosi come spazio multimediale per portare le istituzioni europee a pochi passi dai cittadini. Il nostro gruppo Erasmus ha partecipato con entusiasmo all’attività dedicata all’ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli cimentandosi in un gioco di ruolo mirato alla comprensione del funzionamento delle istituzioni europee: per poche ore abbiamo dismesso le vesti di studenti per immedesimarci in esperti, parlamentari e stakeholder e per sperimentare i processi di dibattito e risoluzione di tematiche di estrema attualità.

Ma la ricchezza di uno scambio culturale non risiede solo nell’avvicinare gli studenti a culture nuove, ma anche nell’approfondire aspetti della propria identità culturale che spesso vengono messi in secondo piano. Oltre ad Europa Experience sono state estremamente formative esperienze come le visite del parco archeologico del Palatino e dei Musei Capitolini, entrambi luoghi di fondamentale importanza per conoscere il patrimonio storico della nostra città.

Un altro aspetto essenziale del percorso di scambio è quello di aiutare a sviluppare un senso di affinità tra abitanti di paesi diversi: nel nostro caso notare somiglianze e differenze tra le nostre culture è stato un importante stimolo per riflettere su cosa significhi essere cittadini cosmopoliti. A questo proposito, la visita della chiesa ortodossa di culto greco di San Teodoro ha costituito un importante spunto di riflessione sul coinvolgimento religioso delle due nazioni, così come la visita presso l’agenzia delle Nazioni Unite della FAO ha invogliato noi studenti a riflettere sulla sostenibilità delle nostre città.

Infine, anche gli aspetti più mondani e apparentemente frivoli, come spiegare il procedimento di preparazione della pasta alla carbonara o imparare le danze tipiche della regione macedone, hanno contribuito ad accrescere in noi studenti, di entrambe le nazionalità e di qualsiasi età, un senso di appartenenza a una realtà di respiro più ampio rispetto a quella legata al tradizionale concetto di stato nazionale.

 

Margherita Aprile, 17 anni, IV A Classico (laboratorio di giornalismo)

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