Un giorno nella Scuola dell’Infanzia

2024

Data di pubblicazione: 7 Maggio 2024

Siamo entrati in punta di piedi, una mattina, in una classe di bambini di tre anni. È qui che inizia il percorso Marymount, è qui che sbocciano i talenti e che si pongono le basi di quella doppia formazione che ci rende tanto orgogliosi.

Alle nove di mattina ci sono le prove generali per la vita da grandi: chi fa il fruttivendolo, chi fa la spesa, chi ha raccolto intorno a sé un piccolo gruppo di compagni e improvvisa una lezione da bravo maestro. “Prima che inizino le attività più strutturate è fondamentale dare ai bambini il tempo e lo spazio per organizzarsi liberamente; per noi è il momento prezioso dell’osservazione” racconta la maestra Haley Richard, arrivata in Italia da pochi anni dopo aver completato gli studi in Early Childhood Education a Boston.

“Nei gesti spontanei dei piccoli emerge il modo in cui si relazionano con gli altri, osservarli ci serve per conoscere il loro carattere e progettare percorsi educativi il più possibile personalizzati, tagliati su misura in base alle esigenze di ognuno” prosegue la maestra Tiziana Calindro, che da ormai 22 anni celebra l’accoglienza mattutina come un rito che darà ordine e ritmo alla giornata di scuola, e che perciò sa a quali sguardi e a quali gesti dare importanza.

Le attività successive vengono strutturate in una combinazione armoniosa tra le due lingue, che per i bambini di 3 e 4 anni hanno come obiettivo comune l’autonomia, la gestione degli spazi di gioco, la relazione. “Nel momento del circle time si imposta la giornata vera e propria: i bambini hanno modo di sapere quali saranno gli obiettivi della giornata, vengono resi consapevoli di ciò che ci si aspetta da loro, si inizia a ragionare sul concetto di responsabilità” – prosegue la maestra Tiziana – “A livello metodologico ci basiamo sul cooperative learning, i bambini lavorano in gruppi più piccoli delle classi alternativamente in italiano e in inglese. Noi insegnanti cerchiamo di dare attenzione a ognuno, così da individuare i talenti il più precocemente possibile, ma anche per  dare voce a fragilità, paure. Sentiamo che alla base del nostro lavoro c’è il concetto di cura, di dedizione nei loro confronti, una chiave di volta importante per fare in modo che i bambini accettino in maniera naturale l’esistenza delle regole della convivenza e del rispetto, fattori che, se inizialmente possono creare qualche difficoltà, alla lunga diventano la base della loro sicurezza emotiva oltre che pratica”.

La forte sinergia tra le insegnanti e i gruppi di lavoro per campi di esperienza favoriscono un apprendimento il più possibile naturale della lingua inglese, una sfida in cui l’istituto Marymount è stata pioniera e che ha funzionato come catalizzatore per l’innovazione didattica a tutto campo: “Lavorare in una scuola bilingue come questa significa insegnare in inglese, anziché l’inglese, cosa che mi consente di mettermi in gioco come educatrice e come pedagogista” – aggiunge la maestra Haley – “i tempi di adattamento di ciascun bambino sono molto personali, è evidente, ma dopo 3-4 mesi di esposizione è sempre bellissimo constatare che iniziano ad arrivare i primi riscontri, le prime risposte in inglese, le prime parole dette in maniera spontanea”.

Arriva il momento di andare in giardino con la maestra Lidia Tavani per le attività outdoor come l’orto o la ricerca dei tesori della natura (ultimamente i piccoli sono rimasti molto affascinati dai germogli della primavera), ma ecco che li sentiamo esibirsi in un bel canto in inglese con un’energia e una tenacia che farebbero invidia a un coro gospel. “Di energia in questo periodo dell’anno ne hanno da vendere” – concludono le maestre – e presto la sfoggeranno nel gym show con cui saluteranno la fine di questo primo importante anno di scuola di fronte alle loro famiglie e a tutta la comunità scolastica”.

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