Continuano i diari di bordo dei nostri studenti in giro per il mondo. Questa volta è dalle latitudini quasi estreme della taiga finlandese che ci hanno riportato un concentrato di calore umano e di contatto intenso con la natura.
Dal piacevole caldo romano, nei giorni tra il 14 e il 18 aprile scorsi, noi studenti della Marymount siamo atterrati, grazie al progetto Erasmus+, nella città di Espoo, sobborgo della capitale Helsinki. Lo scambio è stato possibile grazie alla collaborazione della nostra scuola con il liceo Matinkylän e soprattutto grazie alla serietà e alla partecipazione delle famiglie italiane e finlandesi, che a turno hanno ospitato ragazzi e ragazze dalla cultura e dai temperamenti in apparenza incompatibili, ma rivelatisi poi perfettamente complementari.
La mia esperienza è stata sicuramente indimenticabile: innanzitutto poter scoprire uno stato scandinavo, area che non avevo mai visitato prima, è stato un privilegio; in secondo luogo l’intera settimana passata a contatto con la natura e con gli usi di un altro popolo mi ha permesso di scoprire e riflettere su aspetti della mia vita a cui non avevo mai fatto caso, come ad esempio la fortuna di essere nata in un paese in cui c’è sole quasi tutto l’anno – molti finlandesi con cui ho parlato mi hanno confessato le difficoltà del loro inverno tenebroso.
La famiglia che mi ha ospitata mi ha accolto nel migliore dei modi, per esempio viziandomi tantissimo con diverse tipologie di cioccolato e liquirizia, ma soprattutto mi ha resa parte del proprio nucleo familiare. Durante i giorni trascorsi con loro sono riuscita a conoscere un aspetto peculiare di ogni membro: la madre si è mostrata subito come una donna molto affettuosa e impegnata nel lavoro; il padre si è dichiarato appassionato di tutto ciò che è italiano, soprattutto della storia di Roma; la mia sorella ospitante, così timida al primo impatto, è sempre stata meticolosamente attenta ad ogni mia necessità, così come il fidanzato della mia coetanea, che viveva anche lui insieme a noi, sempre pronto a darci un passaggio quando il freddo della Finlandia sembrava distoglierci completamente dall’uscire di casa.
Incontrarsi di nuovo con il resto del gruppo di ragazzi finlandesi che erano stati a Roma ad ottobre è stato un momento speciale, che mi ha fatto riflettere sulla fortuna che abbiamo a poter rimanere in contatto con loro, persone che hanno segnato un importante momento nella mia adolescenza.
Infine, la cosa più preziosa: la Finlandia mi ha fatto vivere la natura a 360 gradi, dalle passeggiate nei boschi, alle saune, ai bagni nel Mare del Nord, sorprendendomi nel farmi osservare come, nonostante il freddo della taiga, tutti fossero tranquilli in quel contesto quasi glaciale. Gli adolescenti, spesso timidi e taciturni, preferivano la solitudine al rumore e alla folla. Ecco, spero di avere portato con me un po’ della loro riflessione silenziosa, e di diffonderla tra i miei coetanei: tutti avremmo bisogno di fermarci, riflettere e respirare.
Di Ottavia Costantini, 17 anni, Liceo Classico (Laboratorio di Giornalismo)




