94 anni di Visione Globale

2024

Data di pubblicazione: 6 Ottobre 2024

Il 7 ottobre 1930 una suora energica e visionaria appena arrivata da New York firmava il contratto di acquisto di un’elegante dimora aristocratica su via Nomentana per trasformarla in un luogo di spiritualità e di fede. Da allora quello stesso progetto continua a ispirare nelle vite di migliaia di giovani i valori della Comunità delle Religiose del Sacro Cuore di Maria.

“Roma è indescrivibile… fate che i bambini preghino perché noi si possa avere un istituto qui… Sarebbe bello che tutte le religiose potessero venire per un periodo a vivere qui”. Era questo l’augurio che Madre Joseph Butler, da poco eletta Madre Generale delle Religiose del Sacro Cuore di Maria, rivolgeva a se stessa e alle consorelle nell’ottobre del 1926, quando per la prima volta aveva potuto intraprendere un viaggio nella città del Santo Padre, emozionandosi all’idea di muovere i suoi passi su quelli degli antichi martiri cristiani e di cercare una sede per una nuova scuola Marymount, in modo da portare a termine un disegno preconizzato da Padre Gailhac già alla fine dell’Ottocento.

E così scrisse qualche anno più tardi in una lettera a Madre Gerard, allorché le sue speranze si erano finalmente concretizzate con l’acquisto della bella sede di via Nomentana 355: “Questo posto è storico e non semplicemente perché vi ha soggiornato Giuseppe Garibaldi, ma perché sotto ci sono le catacombe… Se solo potessi sedermi fuori in uno di questi graziosi balconi a meditare su quello che accade intorno a noi, che grande conforto spirituale potrei trarne, ma bisogna alzarsi e lavorare. Non c’è tempo per leggere i miei sogni e le mie aspirazioni”. Colpita dalla spiritualità del luogo e guidata dal suo infaticabile spirito di iniziativa e di sacrificio, Madre Butler impiegò tutte le sue energie per trasformare la sontuosa residenza aristocratica che allora si chiamava ancora Villa Fiorita in un centro di cultura e fede.

A rivelarci questi particolari, che rendono tanto più vivido e nitido il ricordo della Madre Generale in occasione di questa importante ricorrenza, è stata Sister John Bosco che, attraverso una paziente e documentata ricerca di archivio oggi racchiusa nell’elegante volumetto dal titolo “Marymount”, ha ricostruito la storia della proprietà e della comunità delle religiose RSHM a Roma.

È in questo libro che ancora possiamo leggere, per esempio, che Madre Butler aveva solo 19 anni quando Padre Gailhac, avendo intuito il coraggio e l’intelligenza della giovane novizia, decise di inviarla in Portogallo, dove in breve tempo diventò un’efficiente insegnante e Madre Superiora. Ma sarà il Nuovo Continente, dove si reca nel 1903 e in cui non esistevano ancora scuole RSHM, a svelarle il piano che la Provvidenza ha in mente per lei: “Il lavoro della sua vita – scrive ancora Sister John Bosco –  non era quello di costruire una scuola o di impiantare una casa, ma quello di costruire molte scuole e di organizzarle, guidarle e fornirle di personale. Stava per intraprendere un lavoro sovrumano, ma lo avrebbe portato a termine. Non era il suo acume di imprenditrice in erba che la aiutò, bensì la sua fede. Aveva lo Spirito Santo dietro di lei… In tutto, Madre Butler ebbe il merito dell’apertura di quattordici scuole, di cui tre collegi, negli Stati Uniti, e di ventitré scuole, noviziati ed altre istituzioni in molti paesi” (p. 9).

Con la celebrazione di questo 94esimo anniversario la nostra scuola non solo rinnova, quindi, il proprio impegno verso una formazione che promuova la vita, la conoscenza e la spiritualità, ma commemora e onora la memoria delle religiose che in quel lontano autunno del 1930 arrivarono da New York a bordo del piroscafo Saturnia per sistemarsi nel luogo prescelto da Madre Butler, una religiosa che con la sua visione lungimirante e un’instancabile dedizione ha portato la rete RSHM nei tre continenti, cambiando il volto dell’educazione cattolica a livello globale.

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