Qual è il compito di una banca centrale? Che cosa è un mutuo? Ci si può fidare dei bitcoin? Il 22 gennaio scorso una delegazione della Banca d’Italia ha incontrato i nostri studenti per presentare il programma dei PCTO e rispondere alle loro domande. Ecco il resoconto di Emma e Ottavia Costantini.
“La chiamano scienza triste, ma siamo qui per dimostrarvi che le cose non stanno esattamente così”: Pietro Gaudenzi, Capo del Settore Scuola-Lavoro di Banca d’Italia, ha subito dichiarato con queste parole l’ambizioso compito della sua delegazione quando, lo scorso 22 gennaio, ci ha incontrati nell’Aula Magna della nostra High School in occasione del “fermo didattico”, settimana in cui la scuola ha coinvolto gli studenti in lezioni originali e trasversali, spesso tenute da esperti esterni come in questo caso.
Un’importante occasione di orientamento nel corso della quale abbiamo potuto approfondire le nostre conoscenze sul principale ente pubblico che agisce per la salvaguardia finanziaria del paese: “La Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica Italiana, persegue finalità di interesse generale italiano ed europeo, occupandosi di vigilare sui rapporti tra le banche commerciali e i privati, concorrendo ad assumere decisioni di politica monetaria e fornendo educazione finanziaria a tutti i cittadini – ha spiegato il dottor Marco Rotili, della divisione Adulti e Scuola-Lavoro, nel corso del suo intervento – Tutte le attività messe in pratica da questo organo influenzano fattori importanti dell’economia e finanza, come l’inflazione o la circolazione monetaria, sul territorio italiano e europeo, e proprio questo ne dimostra il ruolo decisivo e strategico”.
L’incontro, nel corso del quale è avvenuta anche la presentazione dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) attivi su tutto il territorio nazionale, è stato poi l’occasione per propiziare quello che dodici studenti della nostra scuola inizieranno il prossimo 4 marzo nella sede dell’Archivio Storico, nei pressi di via Nazionale. Sotto la guida di Irene Guerriero (tutor PCTO), Debora Chiarelli (Co-tutor PCTO), e Giuseppe Luci (Collaboratore PCTO), i nostri compagni avranno la possibilità di lavorare per cinque giorni fianco a fianco con gli specialisti che si occupano del prezioso patrimonio documentario di Palazzo Koch e, mentre vedranno maturare le proprie competenze trasversali, respireranno anche l’aria di un ambiente lavorativo prestigioso.
La dott.ssa Carola Carlizza, della Divisione Adulti e Scuola-Lavoro, ha poi fornito informazioni e preziosi consigli sull’iter da intraprendere qualora si decidesse di provare a entrare in Banca d’Italia, illustrando i meccanismi concorsuali, i percorsi di carriera e i requisiti di cui bisogna essere in possesso; tra questi ci sono la padronanza dell’inglese (a livello pari o superiore al B2), la laurea triennale in corsi di Laurea come Giurisprudenza, Economia, Finanza, Statistica o Scienze politiche e, in caso di posti di lavoro più importanti, anche la laurea specialistica, master o dottorati. Il suo intervento ha trasmesso ai ragazzi una visione piuttosto dinamica dell’ambiente di lavoro in Banca d’Italia, facendo loro comprendere, per esempio, che il curriculum economico-finanziario non è l’unico possibile e che anche discipline come quelle legali o STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics) possono essere propedeutiche a una carriera tra le mura di Palazzo Koch e delle sue sedi in tutta Italia.
Si è trattato di una presentazione molto interattiva: gli studenti hanno avuto l’opportunità di porre domande per chiarire i loro dubbi e alla fine degli interventi sono stati coinvolti in un dibattito su argomenti di attualità come i bitcoin o le criptovalute. Questa circolazione di idee ci ha permesso di approfondire argomenti che stanno diventando sempre più importanti visto l’avanzare della tecnologia e dell’innovazione, perché è di fondamentale importanza avere una cultura generale che consenta di costruire i propri criteri di scelta e di analisi di fronte alle diverse situazioni e ai problemi della vita quotidiana.
Ci auguriamo che la scuola intensifichi il dialogo con figure professionali specializzate come quelle che abbiamo conosciuto nel corso di questo incontro, in modo da stimolare i nostri talenti e darci un’idea meno astratta dei lavori che sceglieremo in futuro. La nostra voglia di emanciparci si nutre anche di esperienze come questa.
Di Emma Costantini e Ottavia Costantini, 17 anni, IV A Classico (laboratorio di giornalismo)
