Ci deliziano con due concerti l’anno i cui proventi vengono devoluti a iniziative di solidarietà, ma con l’esibizione nel contesto internazionale del MAIS Honor Choir, il Coro Stabile della nostra Middle School ha ormai spiccato il volo verso mete sempre più ambiziose. Che cosa e chi anima tanta passione per la musica? Le giovani penne del Club di giornalismo danno la parola ai protagonisti.
Il Marymount ha sempre avuto un coro, però ventitré anni fa, con l’arrivo della professoressa Tiziana De Santis, c’è stata quella che potremmo definire una vera e propria svolta, con l’introduzione di “un sistema più ritmico” che ha sorpreso i genitori con blues, jazz e gospel. “La formazione comprende oggi 60 elementi stabili – spiega la docente che ci ha raggiunti qui nella sede del Liceo – Si tratta di un coro modulare, poiché include alunni a partire dalla prima media fino ad arrivare alla terza. Le principali regole per farne parte sono: la disciplina, il rispetto reciproco, il rispetto delle norme e del luogo in cui si lavora, perché i ragazzi di oggi hanno bisogno di stabilità e di regole, e soprattutto di capire cosa c’è dietro una regola, per comprenderla a fondo”. Inoltre, un altro importante obiettivo che il coro si pone è quello di mostrare ai giovani il motivo per il quale si studia “che non va mai sottovalutato, dato che ci rende persone libere” sottolinea la Prof.ssa De Santis, che ci racconta poi come nei corridoi di Via Nomentana già fervano i preparativi per il concerto di fine anno: “Da questo periodo fino a giugno tutte le ore curriculari di Musica vengono dedicate alla preparazione dei canti: gli studenti si esercitano individualmente all’interno delle proprie classi di appartenenza e solo successivamente hanno la possibilità di provare come un unico corpo”.
La passione di Tiziana De Santis per la musica esiste da sempre: sin da bambina voleva fare la cantante e già dall’età di quattro anni iniziò a esibirsi nel coro della sua città. Furono due amici di famiglia, un organista e un cantante lirico, a convincere i suoi genitori a permetterle di trasformare questa passione nel suo futuro. Da quel momento è, quindi, cominciata la carriera artistica della professoressa, che in seguito è stata scoperta da due produttori e che, grazie alla collaborazione con varie case discografiche, ha avuto la possibilità di vincere un Disco d’oro, raggiungendo anche la prima posizione in classifica in tutta Europa. Nell’89 la sua carriera ha ricevuto la consacrazione ufficiale nel tempio della musica italiana, il Festival di Sanremo, in cui la nostra docente si è classificata quarta. Successivamente, però, con l’arrivo di suo figlio, la nostra prof ha deciso di sospendere le esibizioni per dedicarsi al ruolo di madre, senza però mai dimenticare l’amore per il canto, che l’ha poi portata alla scelta di unirsi alla realtà Marymount per rilanciare la centralità della musica nella nostra scuola.
L’impatto che il lavoro della professoressa De Santis ha avuto sui suoi giovani alunni si può comprendere dall’emozione con cui loro stessi raccontano l’esperienza nel coro: un’alunna di prima media, Bianca Di Iorio, ci spiega come per lei l’incontro con la musica sia stato determinante, perché le ha permesso di trovare un modo per esprimere la propria interiorità, rilassarsi, sfogarsi e mettere ordine nei propri pensieri. La nostra corista aggiunge poi che da sempre aveva nutrito interesse per il canto e così, quando le si è presentata l’opportunità di coltivarlo, davvero non ha potuto non coglierla.
Ma un coro che si rispetti va di solito anche in tournée, e anche su questo punto De Santis non si è fatta trovare impreparata: nel momento in cui l’abbiamo intervistata dodici dei suoi ragazzi erano pronti al debutto al MAIS Honor Choir, manifestazione in cui i cori di varie scuole internazionali intonano canti in diverse lingue. “La nostra scuola darà a tutti il benvenuto con un canto in italiano, il Venga nel Nostro Coro di Antonio Salieri, il rivale di Mozart a Vienna – precisa la nostra instancabile interlocutrice – Ci saranno anche canzoni in cinese, tedesco e inglese. Partecipare a questo evento è un grande onore per il nostro istituto, in quanto in Italia non ci sono altre scuole dotate di un coro stabile”.
Siamo grati alla professoressa De Santis per aver dato alla nostra scuola l’occasione di partecipare a un’iniziativa così prestigiosa, ma soprattutto per avere deciso di trasmettere il suo entusiasmo contagioso per la musica alle giovani generazioni.
Di Giulia Milanesi, 16 anni, Liceo Scientifico, e Polymnia Varvaras, 15 anni, Liceo Classico (Laboratorio di giornalismo)


