È ancora abbastanza lontana, ma c’è chi ha già iniziato il ripasso, chi fa schemi su ogni argomento e chi, in maniera più spensierata, pensa a godersi gli ultimi momenti con i compagni di una vita. A completare il resoconto, anche il punto di vista dei docenti che, in fondo, rivivono ogni anno attraverso i loro studenti l’ansia e l’emozione di quel fatidico giorno.
Paure, speranze e desideri animano i maturandi del Marymount sempre più vicini al grande giorno: la temuta maturità, un traguardo fondamentale del percorso scolastico di ogni studente, il passaggio verso una maggiore consapevolezza di se stessi e di ciò che si vorrebbe realizzare nel futuro. Ma gli esami sono soprattutto la fine di un ciclo di cinque anni in cui professori e studenti hanno condiviso tante emozioni, a volte positive e altre negative, si sono stretti legami profondi e se ne sono allentati altri, perché anche questo fa parte della crescita, come racconta Michela Pugliese, alunna del V Classico: “Credo di essere cresciuta molto. Ho molti ricordi positivi con i miei amici più stretti, e anche con vari professori. Sicuramente sento di aver acquisito una sicurezza nello studio notevole, che mi sarà utile alla Maturità e soprattutto dopo”.
Jemea Nije, gruppo leadership del V, ha risposto: “Sto iniziando a ripassare piano piano gli argomenti più importanti di ogni materia e cerco soprattutto di stare più attenta a lezione”.
Michela Pugliese aggiunge: “Fin dall’inizio dell’anno ho cercato di mantenere costanza nello studio e di non accumulare troppi arretrati. Sto iniziando piano piano a sistemare gli appunti di tutto il programma fatto finora e a ripassare, soprattutto in vista della simulazione dell’esame orale che avrò ad aprile.”
Tutti i ragazzi intervistati, Michela, Jemea, Giulia, Federico, Galgano, Renato, hanno voluto lasciare un messaggio per gli studenti del Marymount che nei prossimi anni giungeranno al diploma: godersi tutti i momenti della vita scolastica, e anche di quella extra-scolastica, con i propri amici, compagni e professori. Dal punto di vista della preparazione all’esame finale, il consiglio che hanno dato è quello di studiare volta per volta, stare molto attenti durante le lezioni e abituarsi a collegare ogni argomento con tutte le materie, cosa fondamentale vista l’impostazione della prova orale.
Per quanto riguarda l’aspetto psicologico, Jemea suggerisce: “Prenderla con serenità e dare semplicemente il meglio, ma soprattutto godersi l’ultimo anno perché passa velocemente”
A proposito del “godersi l’ultimo anno”, Renato e Galgano, ci raccontano che si sono divertiti moltissimo durante i festeggiamenti dei “100 giorni” che hanno trascorso in un casale affittato in provincia di Viterbo, dove hanno condiviso tanti momenti insieme, festeggiando con spensieratezza… come “se non ci fosse un domani”!
Su come affrontare questa importante tappa, abbiamo voluto acquisire anche il punto di vista di alcuni professori che, in base alla loro esperienza sia da studenti sia da insegnanti, potranno così offrire ai futuri maturandi suggerimenti preziosi.
Secondo il prof. Matteo Mauro, docente di Storia e Filosofia, è fondamentale allenarsi nello scrivere e nel parlare, precisando: “Si arriva bene all’appuntamento delle sei ore di tema e a quello dell’orale se si è fatto l’allenamento giusto, cosa che dipende dalle caratteristiche peculiari di ciascuno”. Quanto all’aspetto psicologico, il docente ha chiarito: “Credo che la cosa migliore sia da un lato evitare che lo studio per l’esame sia totalizzante e prosciughi energie e occasioni per distrarsi; dall’altro è necessario trovare la giusta sintonia con la tensione, perché se non la si sente si rischia di arrivare troppo rilassati e quindi incapaci di concentrarsi al massimo”.
Sul giusto equilibrio tra lo studio e il tempo da dedicare al relax ed alle distrazioni ha insistito anche la prof.ssa Catalani, la quale ha anche ricordato, con un pizzico di nostalgia, la sua personale esperienza: “Ricordo con immenso piacere le settimane che intercorsero tra la fine della scuola e l’inizio degli esami, un periodo in cui io e i miei compagni di scuola ci sentivamo sospesi in una realtà – che sembrava dovesse durare per sempre – fatta di interminabili gruppi di studio a casa mia, in cui ci sostenevamo a vicenda e ci aiutavamo a ripassare le diverse materie”.
La prof.ssa Catalani, docente di Italiano e Latino, ha sottolineato pertanto l’importanza della condivisione e del reciproco sostegno: “Condividere le nostre ansie e le nostre paure e sostenerci nella preparazione, mettendo a servizio degli altri compagni le nostre risorse, è stato il modo migliore per affrontare quel periodo, ciò che lo ha reso indelebile nei miei ricordi”.
Infine un prezioso consiglio a chi si sente soggetto all’ansia: “Fin da subito preparare schemi su ogni argomento studiato in ciascuna materia, in modo tale da poter agilmente ripassare nelle ultime settimane di giugno, prima dell’inizio delle temute prove”. Solo così, conclude la docente, “si riesce ad avere la situazione sotto controllo, dominando con sicurezza la mole di informazioni che bisogna studiare e ripassare”.
Ma il nostro reportage non finisce qui, nei prossimi giorni vi faremo conoscere anche i progetti e le scelte dei nostri amici subito dopo l’estate.
Di Maria Sofia Vittimberga e Michele Cirino, 16 anni, Liceo Classico e Scientifico (Lanoratorio di giornalismo)
