L’evento streaming con Roberto Mancini, commissario tecnico della nazionale italiana, condotto dallo storico telecronista Riccardo Cucchi, ha rappresentato l’occasione non solo di dialogare con uno dei più forti giocatori italiani di sempre, ma anche di riflettere sul ruolo dello sport e sui valori del calcio.
Diversi gli argomenti trattati: dall’esordio col Bologna, nel 1977, che lo ha portato, oggi, a guidare gli Azzurri, allo stato d’animo della Nazionale fino agli obiettivi e nuove sfide, viste alla luce del complesso periodo che stiamo attraversando.
Ma anche l’importanza, applicata ai diversi ambiti della vita, di saper imparare dai propri errori, facendo del fallimento un’opportunità per migliorarsi e crescere.
Molto sentita la partecipazione degli studenti coinvolti (gli alunni dalla prima primaria al terzo liceo) che non hanno perso occasione di porre quesiti al Ct durante un ampio question time.
Dagli studi accademici alla carriera sportiva, passando per episodi di vita privata: la campionessa di atletica Fiona May ha partecipato con piacere all’evento streaming targato Marymount che, come gli altri appuntamenti in calendario, affianca e implementa il regolare piano di studi attraverso la didattica a distanza del Remote Learning.
Un incontro ricco di spunti e riflessioni – coordinato via web dalla Principal della scuola secondaria di I grado, Mrs. Monica Lou Terra – dove gli studenti hanno potuto porre direttamente all’atleta le loro domande e curiosità.
Donne e sport, allenamenti, emergenza sanitaria, esperienze televisive e racconti di vita vissuta per un significativo momento di confronto.
Oggi, 23 aprile, in occasione della Giornata mondiale del libro, il nostro Istituto dedica a Luis Sepúlveda, scrittore recentemente scomparso a causa di complicanze dovute al coronavirus che aveva contratto, la videolettura in streaming di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.
L’evento online, organizzato dalla Prof. Eva Rodriguez, insegnante di spagnolo al Marymount, previsto per le ore 16.00, coinvolgerà una rappresentanza di quaranta studenti (dalla IV primaria al III liceo) che leggeranno alcuni capitoli dell’opera in lingua spagnola, inglese e italiana ed estratti nella lingua dei segni.
Di seguito riportiamo la locandina dell’evento.
“Leggere è una libertà che possiamo sempre concederci e condividere con gli altri anche se distanti”
Oggi, 22 aprile, è la Giornata Mondiale della Terra, data in cui, dal 1970, si celebra l’ambiente e la salvaguardia del nostro pianeta.
Conosciuta anche come “Earth Day”, proprio nell’edizione 2020, compie 50 anni, un anniversario, quello di una delle principali manifestazioni green a livello globale, che ricorre in concomitanza con l’emergenza e la pandemia legate al Coronavirus.
Così, quella che fino al 2019 è stata una mobilitazione fisica di milioni di individui, si trasforma, in queste ore, in un grande evento digitale.
“Cosa ci dice la Terra”, ad esempio, è la maratona in live streaming organizzata per l’occasione da National Geographic. Dalle 15.00 alle 22.00 di mercoledì 22 aprile, sul sito di National Geographic e su quelli dei partner dell’evento (Ansa, Gedi Gruppo Editoriale e Sky TG24) si alterneranno interventi, dibattiti, approfondimenti e momenti di confronto (dal cambiamento climatico alle estinzioni di massa, dall’impatto umano sull’ecosistema agli scenari del futuro).
A fare da padroni di casa, Marco Cattaneo e Susan Goldberg direttori, rispettivamente, dell’edizione italiana e di quella internazionale del mensile National Geographic.
Una staffetta via web collettiva che, tramite vari canali, attraverserà i paesi raccogliendo, in un’unica grande piazza virtuale, tutte le iniziative in favore della nostra “casa comune” (Papa Francesco).
Termina domani, mercoledì 8 aprile, il ciclo di incontri online con il Prof. Arturo Melillo, Religion Teacher e Campus Ministry, e Don Giuseppe Capsoni per riflettere, insieme, sulla Settimana Santa in prossimità della Pasqua che, quest’anno, si celebrerà domenica 12 aprile.
Un momento di confronto e conforto, in questo complesso periodo, che aiuta a sentirci più vicini e a ritrovarci, ancora una volta, comunità.
In particolare, i tre eventi via web (lunedì 6, martedì 7 e mercoledì 8 – dalle 8:35 alle 8:55 – data dell’ultimo appuntamento, al quale si potrà partecipare virtualmente collegandosi al seguente link: https://stream.meet.google.com/stream/2c4c65a5-58dd-4613-9e77-ebf4755dabf6) hanno approfondito l’argomento del Triduo Pasquale.
Perché tutto questo? Ancora una volta per noi, per servirci. Perché quando ci sentiamo con le spalle al muro, quando ci troviamo in un vicolo cieco, senza luce e via di uscita, quando sembra che perfino Dio non risponda, ci ricordiamo di non essere soli. Gesù ha provato l’abbandono totale, la situazione a Lui più estranea, per essere in tutto solidale con noi. L’ha fatto per me, per te, per tutti noi, lo ha fatto per dirci: “Non temere, non sei solo. Ho provato tutta la tua desolazione per essere sempre al tuo fianco”. Ecco fin dove ci ha serviti Gesù, calandosi nell’abisso delle nostre sofferenze più atroci, fino al tradimento e all’abbandono. Oggi, nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, Gesù dice a ciascuno: “Coraggio: apri il cuore al mio amore. Sentirai la consolazione di Dio, che ti sostiene”.
così come Papa Francesco qualche giorno fa è entrato nelle case di tutti noi, anticipando la Settimana Santa e arrivando al cuore di ognuno con saggezza, tenerezza e umiltà, anche noi vogliamo far arrivare a voi, alle vostre famiglie, ai vostri cari il nostro augurio più sincero per questa Pasqua insolita. E’ un momento difficile per tutti, difficilissimo per alcuni. Lasciamo che dal silenzio delle nostre città, l’amore di Dio senza limiti ci dia la forza ed il coraggio per remare insieme. Siamo ora tutti nella stessa barca.
“Anche se siamo isolati il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore…In Gesù risorto la vita ha vinto la morte e questa fede Pasquale nutre la nostra speranza, la speranza di un tempo migliore in cui essere migliori noi, finalmente liberi dal male e da questa pandemia. E’ una speranza, la speranza non delude, non è un’illusione… è una speranza!” (Papa Francesco)
Dear Marymount Community,
just as Pope Francis a few days ago entered our homes, anticipating Holy Week and reaching everyone’s heart with wisdom, tenderness and humbleness, we too want to send to you, your families, and your loved ones our most sincere wishes for this unusual Easter. It is a difficult moment for everyone, very difficult for some. From the silence of our cities we let the boundless love of God give us the strength and courage to row together from inside the same boat on which we find ourselves now.
“Even if we are isolated, the thought and the spirit can go far with the creativity of love. In the risen Jesus, life won on death and this Easter our faith nurtures our hope, the hope of a better time to come in which we become better, finally free from pain and from this pandemic. It’s hope, hope does not disappoint, it is not an illusion … it is hope! “ (Papa Francesco)
Cade oggi, lunedì 6 aprile, la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, una data che ricorda l’inaugurazione, nel 1896 ad Atene, dei primi giochi olimpici dell’era moderna.
Con questa commemorazione – decisa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 23 agosto 2013 – che, purtroppo, quest’anno, per l’edizione 2020, giunge nel pieno di una pandemia globale, l’ONU «invita gli Stati, il sistema delle Nazioni Unite e in particolare l’Ufficio delle Nazioni Unite per lo sviluppo e la pace, le organizzazioni internazionali competenti e le organizzazioni sportive internazionali, regionali e nazionali, la società civile, comprese le organizzazioni non governative e il settore privato e tutti gli altri soggetti interessati a cooperare, osservare e sensibilizzare alla Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace».
Il mondo dello sport ha sempre mostrato un’innata vocazione alla fratellanza e alla solidarietà, rivelandosi un potente mezzo di pace e sviluppo. Vocazione, questa, in perfetta sintonia con quanto stabilito dall’Agenda 2030 for Sustainable Development.
L’attività sportiva – quale cura del benessere psico-fisico anche dei minori – e i valori ad essa strettamente connessi sono sempre stati portati avanti dal nostro Istituto e anche Papa Francesco, nell’ultimo Angelus, celebrato durante la domenica delle Palme, ha lanciato un messaggio, dedicato proprio a questo settore, che desideriamo condividere e fare nostro: “In questo periodo, tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé. Dunque, rilanciamo lo sport per la pace e lo sviluppo”.
Basilica di San Pietro – Altare della Cattedra XXXV Giornata Mondiale della Gioventù Domenica, 5 aprile 2020
Gesù «svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo» (Fil 2,7). Lasciamoci introdurre da queste parole dell’apostolo Paolo nei giorni santi, dove la Parola di Dio, come un ritornello, mostra Gesù come servo: Giovedì santo è il servo che lava i piedi ai discepoli; Venerdì santo è presentato come il servo sofferente e vittorioso (cfr Is 52,13); e già domani Isaia profetizza di Lui: «Ecco il mio servo che io sostengo» (Is 42,1). Dio ci ha salvato servendoci. In genere pensiamo di essere noi a servire Dio. No, è Lui che ci ha serviti gratuitamente, perché ci ha amati per primo. È difficile amare senza essere amati. Ed è ancora più difficile servire se non ci lasciamo servire da Dio.
Ma – una domanda – in che modo ci ha servito il Signore? Dando la sua vita per noi. Gli siamo cari e gli siamo costati cari. Santa Angela da Foligno testimoniò di aver sentito da Gesù queste parole: «Non ti ho amata per scherzo». Il suo amore lo ha portato a sacrificarsi per noi, a prendere su di sé tutto il nostro male. È una cosa che lascia a bocca aperta: Dio ci ha salvati lasciando che il nostro male si accanisse su di Lui. Senza reagire, solo con l’umiltà, la pazienza e l’obbedienza del servo, esclusivamente con la forza dell’amore. Eil Padre ha sostenuto il servizio di Gesù: non ha sbaragliato il male che si abbatteva su di Lui, ma ha sorretto la sua sofferenza, perché il nostro male fosse vinto solo con il bene, perché fosse attraversato fino in fondo dall’amore. Fino in fondo.
Il Signore ci ha serviti fino a provare le situazioni più dolorose per chi ama: il tradimento e l’abbandono.
Il tradimento. Gesù ha subito il tradimento del discepolo che l’ha venduto e del discepolo che l’ha rinnegato. È stato tradito dalla gente che lo osannava e poi ha gridato: «Sia crocifisso!» (Mt 27,22). È stato tradito dall’istituzione religiosa che l’ha condannato ingiustamente e dall’istituzione politica che si è lavata le mani. Pensiamo ai piccoli o grandi tradimenti che abbiamo subito nella vita. È terribile quando si scopre che la fiducia ben riposta viene ingannata. Nasce in fondo al cuore una delusione tale, per cui la vita sembra non avere più senso. Questo succede perché siamo nati per essere amati e per amare, e la cosa più dolorosa è venire traditi da chi ha promesso di esserci leale e vicino. Non possiamo nemmeno immaginare come sia stato doloroso per Dio, che è amore.
Guardiamoci dentro. Se siamo sinceri con noi stessi, vedremo le nostre infedeltà. Quante falsità, ipocrisie e doppiezze! Quante buone intenzioni tradite! Quante promesse non mantenute! Quanti propositi lasciati svanire! Il Signore conosce il nostro cuore meglio di noi, sa quanto siamo deboli e incostanti, quante volte cadiamo, quanta fatica facciamo a rialzarci e quant’è difficile guarire certe ferite. E che cosa ha fatto per venirci incontro, per servirci? Quello che aveva detto per mezzo del profeta: «Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente» (Os 14,5). Ci ha guariti prendendo su di sé le nostre infedeltà, togliendoci i nostri tradimenti. Così che noi, anziché scoraggiarci per la paura di non farcela, possiamo alzare lo sguardo verso il Crocifisso, ricevere il suo abbraccio e dire: “Ecco, la mia infedeltà è lì, l’hai presa Tu, Gesù. Mi apri le braccia, mi servi col tuo amore, continui a sostenermi… Allora vado avanti!”.
L’abbandono. Sulla croce, nel Vangelo odierno, Gesù dice una frase, una sola: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mt 27,46). È una frase forte. Gesù aveva sofferto l’abbandono dei suoi, che erano fuggiti. Ma gli rimaneva il Padre. Ora, nell’abisso della solitudine, per la prima volta lo chiama col nome generico di “Dio”. E gli grida «a gran voce» il “perché?”, il “perché?” più lacerante: “Perché anche Tu mi hai abbandonato?”. Sono in realtà le parole di un Salmo (cfr 22,2): ci dicono che Gesù ha portato in preghiera anche la desolazione estrema. Ma resta il fatto che l’ha provata: ha provato l’abbandono più grande, che i Vangeli testimoniano riportando le sue parole originali.
Perché tutto questo? Ancora una volta per noi, per servirci. Perché quando ci sentiamo con le spalle al muro, quando ci troviamo in un vicolo cieco, senza luce e via di uscita, quando sembra che perfino Dio non risponda, ci ricordiamo di non essere soli. Gesù ha provato l’abbandono totale, la situazione a Lui più estranea, per essere in tutto solidale con noi. L’ha fatto per me, per te, per tutti noi, lo ha fatto per dirci: “Non temere, non sei solo. Ho provato tutta la tua desolazione per essere sempre al tuo fianco”. Ecco fin dove ci ha serviti Gesù, calandosi nell’abisso delle nostre sofferenze più atroci, fino al tradimento e all’abbandono. Oggi, nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, Gesù dice a ciascuno: “Coraggio: apri il cuore al mio amore. Sentirai la consolazione di Dio, che ti sostiene”.
Cari fratelli e sorelle, che cosa possiamo fare dinanzi a Dio che ci ha serviti fino a provare il tradimento e l’abbandono? Possiamo non tradire quello per cui siamo stati creati, non abbandonare ciò che conta. Siamo al mondo per amare Lui e gli altri. Il resto passa, questo rimane. Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve. Perché la vita si misura sull’amore. Allora, in questi giorni santi, a casa, stiamo davanti al Crocifisso – guardate, guardate il Crocifisso! -, misura dell’amore di Dio per noi. Davanti a Dio che ci serve fino a dare la vita, chiediamo, guardando il Crocifisso, la grazia di vivere per servire. Cerchiamo di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso. Non pensiamo solo a quello che ci manca, pensiamo al bene che possiamo fare.
Ecco il mio servo che io sostengo. Il Padre, che ha sostenuto Gesù nella Passione, incoraggia anche noi nel servizio. Certo, amare, pregare, perdonare, prendersi cura degli altri, in famiglia come nella società, può costare. Può sembrare una via crucis. Ma la via del servizio è la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita. Vorrei dirlo specialmente ai giovani, in questa Giornata che da 35 anni è dedicata a loro. Cari amici, guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perché la vita è un dono che si riceve donandosi. E perché la gioia più grande è dire sì all’amore, senza se e senza ma. Dire sì all’amore, senza se e senza ma. Come ha fatto Gesù per noi.
Lo sport ai tempi del Coronavirus: una coinvolta partecipazione quella all’evento digitale, targato Marymount, che ha messo insieme grandi protagonisti dello sport.
Mercoledì 1 aprile, le classi – dalla IV Primaria alla III Liceo – hanno avuto l’opportunità di assistere virtualmente al dibattito in diretta con grandi campioni e volti noti del settore.
In particolare, sono intervenuti: Valerio Iafrate – giornalista e scrittore, responsabile della Comunicazione degli Eventi Sportivi Rai; Marco Cattaneo – giornalista SkySport, telecronista, ideatore e conduttore di Sky Sport Quiz, il primo quiz televisivo basato sullo sport, nonché scrittore di libri per bambini; Alessandro “Billy” Costacurta – ex calciatore, leggenda del Milan, con la cui maglia ha conquistato 7 scudetti e 5 Champions League, attuale opinionista di SkySport e già sub commissario della FIGC e Massimiliano Rosolino – ex nuotatore e conduttore televisivo italiano, medaglia d’oro a Sydney 2000 e a Fukuoka 2001; quattordici volte campione europeo e 60 volte a medaglia fra Giochi olimpici, campionati mondiali ed europei.
Un parterre d’eccezione, con personaggi che, in prima linea, si sono raccontati, parlando senza filtri della loro passione, svelando retroscena e piccoli grandi aneddoti di un mondo ricco di sfumature, con uno sguardo sempre rivolto all’attualità e al complesso momento che stiamo attraversando.
Uno, questo, dei tanti appuntamenti che il nostro Istituto sta affiancando alla costante attività didattica come, ad esempio, quelli della scorsa settimana che hanno coinvolto la II Primaria (Shark Talk Webinar con Jillian Morris, Biologa Marina in Florida) e la IV e V Primaria (Il mondo del Giornalismo con Olivia Tassara, Giornalista SKY TG24).
Approfondisci il tema sport con Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace :