Studenti sulla cresta dell’onda

2024

Data di pubblicazione: 29 Maggio 2024

Premiato a Genova come ‘velista dell’anno’ il nostro Emanuele Pirola Graziano, allievo di Terza Media, per il successo riportato nell’ultimo Campionato Mondiale Under 14.

Incoraggiare il talento e la passione sportiva nei nostri studenti è una missione che l’Istituto Marymount porta avanti con determinazione, rispettando i tradizionali appuntamenti con lo sport che contraddistinguono l’identità RSHM e agevolando, ove occorra, la partecipazione dei giovani atleti alle competizioni regionali, nazionali e internazionali.

È perciò sempre una grande gioia poter annunciare che l’impegno e la perseveranza si tramutano in riconoscimenti prestigiosi come quello che ha riguardato Emanuele Pirola Graziano, appena insignito del titolo di ‘velista dell’anno’ dalla Federazione Italiana Vela nel corso di un gran galà dedicato agli atleti italiani che hanno rappresentato l’Italia in competizioni mondiali.

Emanuele è, infatti, reduce dal successo dell’ultimo Campionato Mondiale Rs Feva 2023, dove ha conquistato il secondo posto nella sua categoria; il nostro augurio è, naturalmente, quello di vederlo trionfare ancora, accompagnandolo nella sua crescita personale, culturale e sportiva.

 

 

 

MUN New York, Londra e Singapore: quando il gioco si fa serio

2024

Data di pubblicazione: 27 Maggio 2024


In un momento storico in cui la diplomazia internazionale fa particolarmente fatica ad affermarsi, diventa ancora più importante diffondere una conoscenza approfondita del suo ruolo e delle sue funzioni. Ecco le testimonianze dei nostri studenti globe-trotter

Nati negli anni Venti, quando un gruppo di studenti statunitensi si riunì per prendere parte a una simulazione della Società delle Nazioni, i Model United Nations offrono agli studenti l’opportunità unica di esplorare la diplomazia internazionale, migliorare le proprie capacità di leadership e negoziazione, nonché approfondire la comprensione dei problemi globali. Un programma formativo che la nostra scuola sente particolarmente affine alla propria missione educativa, vista la centralità che in essa occupa il valore dell’internazionalità, e la cui frequenza quest’anno è stata propiziata in ben tre appuntamenti annuali, a New York e a Singapore per i ragazzi dell’High School, a Londra per la Middle School.

Ma come si svolgono questi role game e in cosa risiede il loro carattere così altamente formativo? “Noi studenti siamo invitati a coprire la carica di un delegato di un Paese membro dell’ONU, oppure di un’Organizzazione non Governativa, al fine di rappresentare la nazione che ci viene assegnata all’interno di un comitato dell’ONU oppure di altre organizzazioni internazionali – spiega Federico Leone, alunno del terzo anno di Liceo Scientifico – La conferenza segue due fasi. In un primo momento il delegato espone la propria posizione dinanzi all’assemblea, poi si confronta con gli altri membri in maniera più informale. Una volta individuato un trait d’union su di un determinato tema, i delegati stilano un documento contenente le proposte che verranno sottoposte alla votazione dell’Assemblea e trasformate, nel caso in cui siano approvate, in risoluzioni”.

Durante le sessioni MUN, gli studenti hanno svolto ricerche approfondite, redatto documenti di posizione e partecipato a dibattiti e negoziazioni. Questa esperienza pratica ha permesso loro di comprendere meglio il funzionamento delle Nazioni Unite e le dinamiche della diplomazia internazionale: “Il lavoro per MUN è iniziato molto prima del viaggio, fin da quando siamo stati suddivisi in coppie ognuna delle quali aveva una commissione, ad esempio io ero socium Norvegia e dovevo scrivere un proposition paper suddiviso in due argomenti, moderated and unmoderated caucuses” precisa Nora Napoli. “La selezione dei partecipanti non è avvenuta attraverso un test – continua Federico Leone – ma è stata gestita dalla scuola sulla base di criteri come voti in inglese e in condotta; in più abbiamo scritto un position paper riguardo temi vari da consegnare alla tutor del gruppo”.

I partecipanti hanno poi sottolineato come l’esperienza MUN abbia avuto un impatto positivo sulla loro crescita personale, migliorando le capacità di comunicazione, leadership e lavoro di squadra: “Per me New York è stata un’esperienza memorabile, che non dimenticherò mai. Reputo necessaria quest’esperienza formativa per ogni mio coetaneo poiché permette di capire più approfonditamente la situazione geopolitica internazionale” è il bilancio di Gianmarco Fichera.

“É stato favoloso immergersi nel mondo della diplomazia internazionale, inoltre con questa esperienza abbiamo avuto la possibilità di maturare diverse ore di PCTO” aggiunge Guglielmo Catanzaro.

Tra i più giovani ritroviamo lo stesso entusiasmo. Camilla Ferrari, alunna di Seconda Media, è appena rientrata da Londra e afferma con sicurezza: “Si è trattato di un viaggio emozionante e coinvolgente, soprattutto per gli studenti che facevano l’MUN per la prima volta. Il nostro programma prevedeva due sessioni di dibattito al mattino, pranzo al sacco e passeggiate per Londra. Il terzo giorno abbiamo organizzato anche una serata in discoteca nella palestra della scuola. Mi è piaciuto molto il tempo trascorso lì, l’hotel era fantastico e molto confortevole, non lo dimenticherò mai!”.

Anche Giulia Merlino, che la passione per le relazioni internazionali a inizio maggio ha portato fino a Singapore, sottolinea la dimensione di convivialità e scoperta che ha fatto da cornice a questa singolare esperienza formativa: “Il nostro viaggio prima di raggiungere la meta è stato molto lungo, circa un giorno. Dopo qualche ora di riposo in albergo siamo stati immersi in quattro sessioni di commissione, al termine delle quali abbiamo però potuto visitare isole, parchi, montagne, la città di Singapore con i suoi meravigliosi musei, dove arte e scienze si intrecciano”. “Siamo stati a contatto con ragazzi provenienti da tutto il mondo. MUN è un’occasione unica per conoscere da vicino la carriera diplomatica e per acquisire consapevolezza su tantissimi aspetti della realtà che ci circonda e su noi stessi” conclude il suo compagno Andrea Leonardo.

Di Giulia Milanesi e Leonardo Gabrielli, 16 e 15 anni, Liceo Scientifico (Laboratorio di Scrittura giornalistica)

 

Erasmus+ in Finlandia: the sound of silence

2024

Data di pubblicazione: 7 Maggio 2024

Continuano i diari di bordo dei nostri studenti in giro per il mondo. Questa volta è dalle latitudini quasi estreme della taiga finlandese che ci hanno riportato un concentrato di calore umano e di contatto intenso con la natura.

 

Dal piacevole caldo romano, nei giorni tra il 14 e il 18 aprile scorsi, noi studenti della Marymount siamo atterrati, grazie al progetto Erasmus+, nella città di Espoo, sobborgo della capitale Helsinki. Lo scambio è stato possibile grazie alla collaborazione della nostra scuola con il liceo Matinkylän e soprattutto grazie alla serietà e alla partecipazione delle famiglie italiane e finlandesi, che a turno hanno ospitato ragazzi e ragazze dalla cultura e dai temperamenti in apparenza incompatibili, ma rivelatisi poi perfettamente complementari.

La mia esperienza è stata sicuramente indimenticabile: innanzitutto poter scoprire uno stato scandinavo, area che non avevo mai visitato prima, è stato un privilegio; in secondo luogo l’intera settimana passata a contatto con la natura e con gli usi di un altro popolo mi ha permesso di scoprire e riflettere su aspetti della mia vita a cui non avevo mai fatto caso, come ad esempio la fortuna di essere nata in un paese in cui c’è sole quasi tutto l’anno – molti finlandesi con cui ho parlato mi hanno confessato le difficoltà del loro inverno tenebroso.

La famiglia che mi ha ospitata mi ha accolto nel migliore dei modi, per esempio viziandomi tantissimo con diverse tipologie di cioccolato e liquirizia, ma soprattutto mi ha resa parte del proprio nucleo familiare. Durante i giorni trascorsi con loro sono riuscita a conoscere un aspetto peculiare di ogni membro: la madre si è mostrata subito come una donna molto affettuosa e impegnata nel lavoro; il padre si è dichiarato appassionato di tutto ciò che è italiano, soprattutto della storia di Roma; la mia sorella ospitante, così timida al primo impatto, è sempre stata meticolosamente attenta ad ogni mia necessità, così come il fidanzato della mia coetanea, che viveva anche lui insieme a noi, sempre pronto a darci un passaggio quando il freddo della Finlandia sembrava distoglierci completamente dall’uscire di casa.

Incontrarsi di nuovo con il resto del gruppo di ragazzi finlandesi che erano stati a Roma ad ottobre è stato un momento speciale, che mi ha fatto riflettere sulla fortuna che abbiamo a poter rimanere in contatto con loro, persone che hanno segnato un importante momento nella mia adolescenza.

Infine, la cosa più preziosa: la Finlandia mi ha fatto vivere la natura a 360 gradi, dalle passeggiate nei boschi, alle saune, ai bagni nel Mare del Nord, sorprendendomi nel farmi osservare come, nonostante il freddo della taiga, tutti fossero tranquilli in quel contesto quasi glaciale. Gli adolescenti, spesso timidi e taciturni, preferivano la solitudine al rumore e alla folla. Ecco, spero di avere portato con me un po’ della loro riflessione silenziosa, e di diffonderla tra i miei coetanei: tutti avremmo bisogno di fermarci, riflettere e respirare.

 

Di Ottavia Costantini, 17 anni, Liceo Classico (Laboratorio di Giornalismo)

 

Un giorno nella Scuola dell’Infanzia

2024

Data di pubblicazione: 7 Maggio 2024

Siamo entrati in punta di piedi, una mattina, in una classe di bambini di tre anni. È qui che inizia il percorso Marymount, è qui che sbocciano i talenti e che si pongono le basi di quella doppia formazione che ci rende tanto orgogliosi.

Alle nove di mattina ci sono le prove generali per la vita da grandi: chi fa il fruttivendolo, chi fa la spesa, chi ha raccolto intorno a sé un piccolo gruppo di compagni e improvvisa una lezione da bravo maestro. “Prima che inizino le attività più strutturate è fondamentale dare ai bambini il tempo e lo spazio per organizzarsi liberamente; per noi è il momento prezioso dell’osservazione” racconta la maestra Haley Richard, arrivata in Italia da pochi anni dopo aver completato gli studi in Early Childhood Education a Boston.

“Nei gesti spontanei dei piccoli emerge il modo in cui si relazionano con gli altri, osservarli ci serve per conoscere il loro carattere e progettare percorsi educativi il più possibile personalizzati, tagliati su misura in base alle esigenze di ognuno” prosegue la maestra Tiziana Calindro, che da ormai 22 anni celebra l’accoglienza mattutina come un rito che darà ordine e ritmo alla giornata di scuola, e che perciò sa a quali sguardi e a quali gesti dare importanza.

Le attività successive vengono strutturate in una combinazione armoniosa tra le due lingue, che per i bambini di 3 e 4 anni hanno come obiettivo comune l’autonomia, la gestione degli spazi di gioco, la relazione. “Nel momento del circle time si imposta la giornata vera e propria: i bambini hanno modo di sapere quali saranno gli obiettivi della giornata, vengono resi consapevoli di ciò che ci si aspetta da loro, si inizia a ragionare sul concetto di responsabilità” – prosegue la maestra Tiziana – “A livello metodologico ci basiamo sul cooperative learning, i bambini lavorano in gruppi più piccoli delle classi alternativamente in italiano e in inglese. Noi insegnanti cerchiamo di dare attenzione a ognuno, così da individuare i talenti il più precocemente possibile, ma anche per  dare voce a fragilità, paure. Sentiamo che alla base del nostro lavoro c’è il concetto di cura, di dedizione nei loro confronti, una chiave di volta importante per fare in modo che i bambini accettino in maniera naturale l’esistenza delle regole della convivenza e del rispetto, fattori che, se inizialmente possono creare qualche difficoltà, alla lunga diventano la base della loro sicurezza emotiva oltre che pratica”.

La forte sinergia tra le insegnanti e i gruppi di lavoro per campi di esperienza favoriscono un apprendimento il più possibile naturale della lingua inglese, una sfida in cui l’istituto Marymount è stata pioniera e che ha funzionato come catalizzatore per l’innovazione didattica a tutto campo: “Lavorare in una scuola bilingue come questa significa insegnare in inglese, anziché l’inglese, cosa che mi consente di mettermi in gioco come educatrice e come pedagogista” – aggiunge la maestra Haley – “i tempi di adattamento di ciascun bambino sono molto personali, è evidente, ma dopo 3-4 mesi di esposizione è sempre bellissimo constatare che iniziano ad arrivare i primi riscontri, le prime risposte in inglese, le prime parole dette in maniera spontanea”.

Arriva il momento di andare in giardino con la maestra Lidia Tavani per le attività outdoor come l’orto o la ricerca dei tesori della natura (ultimamente i piccoli sono rimasti molto affascinati dai germogli della primavera), ma ecco che li sentiamo esibirsi in un bel canto in inglese con un’energia e una tenacia che farebbero invidia a un coro gospel. “Di energia in questo periodo dell’anno ne hanno da vendere” – concludono le maestre – e presto la sfoggeranno nel gym show con cui saluteranno la fine di questo primo importante anno di scuola di fronte alle loro famiglie e a tutta la comunità scolastica”.

29th International Noise Awareness Day

2024

Data di pubblicazione: 1 Maggio 2024

L’incontro dello scorso 24 aprile con la Fondazione Integria ha permesso agli studenti della Scuola Media di capire quali rischi si nascondano dietro a un’esposizione prolungata al rumore e di immedesimarsi nella condizione di chi, purtroppo, già convive con problemi uditivi. Ecco il resoconto di un giovane reporter.

At 10:50, after recess, the students didn’t listen to the normal lessons, instead, they listened to a presentation presented by Dr. Businco, Dr. Longo and Dr. S. G. Gerini, a  young female athlete with hearing disabilities on how noise can affect the human ear (especially those of young adults).  The doctors spoke about the structure of the ear, the fact that sounds are measured in dB (decibels) through sound level meters, the scientifically supported fact that sounds over 85dB are uncomfortable for the ear, and the ways that ears can be damaged in everyday life. Then, the athlete Gerini, born deaf, explained how she managed to play soccer and beach volleyball despite having these disabilities.  Through the use of a hearing aid she learned how to speak and she showed up how her hearing aid worked.   After the explanation, students and teachers alike volunteered to play the famous telephone game in front of the whole packed gym. Clearly the initial sentence was completely different by the time it arrived at the last player!  After that, another game was played: one of the two volunteers would put on noise-canceling headphones and try to understand what the other person was saying, answering questions similar to “What did you have for breakfast this morning?” or “What are you going to do this afternoon?” to which some students made absurd but still funny answers.

Finally, at about 13:00, the students went back to their everyday and loud lives. Through this experience, students learned about how loud noises could permanently damage their classmates’ ears.

 

Federico Scialla, 11 anni, Middle School

2024 RSHM Sports Festival hosted in Porto!

2024

Data di pubblicazione: 1 Maggio 2024

L’appuntamento sportivo più atteso dell’anno si è svolto nella città lusitana dal 15 al 19 aprile e ha contribuito a rinsaldare i valori positivi della competizione e il senso di appartenenza della nostra scuola alla rete RSHM.

 

Le brezze dell’Oceano Atlantico devono fare molto bene allo sport, visto che quest’ultima edizione dello Sports Festival per le Middle School del network RSHM è stata contraddistinta da partite di ottimo livello e da un grande spirito di partecipazione dei nostri ragazzi. Entusiasti prima e dopo di partire, hanno trovato all’estremità occidentale del continente europeo un’accoglienza speciale, animata da calore umano, voglia di divertirsi ma anche da un legame molto forte e sentito col progetto educativo delle scuole Marymount nel mondo.

Per Giulio l’esperienza è stata resa memorabile dalle tante e varie attitivà svolte durante i tornei e dall’ampiezza degli spazi a disposizione dei partecipanti, segno di un impegno organizzativo intenso, mentre Giorgia sottolinea l’aspetto social: “È stata una settimana speciale soprattutto grazie alle persone che ci circondavano, sia i compagni sia le nuove amicizie. Erano tutti pronti ad aiutarti quando ne avevi il bisogno. Unico neo forse la competititivià fuori luogo di alcune stduentesse di altre quadre, ma nonostante questo si è trattato di un’esperienza che rifarei altre cento volte”.

A sottolineare questo senso di ospitalità così speciale non sono solo gli studenti, ma anche i professori che hanno visto nei colleghi portoghesi una dedizione e un impegno che andavano ben oltre le loro mansioni lavorative. “La scuola di Porto rappresenta sicuramente un grande esempio tutti per noi – ha detto la Pricipal Monica Terra – gli studenti sono quotidianamente impegnati in attività di volontariato all’interno del quartiere in cui è ubicato l’istituto ed è stata una gioia ammirare il loro senso di affezione alla storia delle nostre suore, il grado di conoscenza che ne avevano, e l’impegno a far riuscire bene una manifestazione di cui si sentivano evidentemente orgogliosi. L’auspico è poter ricambiare presto quello che hanno fatto per noi accogliendoli a Roma”.

Educazione sanitaria: International Noise Awareness Day 2024

2024

Data di pubblicazione: 22 Aprile 2024

La musica ad alto volume può danneggiare la salute? Quali sono gli effetti del rumore sull’apprendimento e sul benessere generale della persona? Mercoledì 24 aprile gli esperti della Fondazione Integria risponderanno alle domande degli studenti della Scuola Media per informarli correttamente e responsabilizzarli anche attraverso attività immersive.

Si stima che nel mondo 1,1 miliardi di giovani di età compresa tra 12 e 35 anni siano a rischio di perdita dell’udito a causa dell’esposizione al rumore in ambienti ricreativi. Un dato allarmante che arriva direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che ci ha spinti, in occasione della 29a Giornata di sensibilizzazione sul rumore, a creare un momento di confronto e di dibattito tra i nostri allievi e gli esperti della Fondazione Integria.

I lavori inizieranno nella palestra della nostra sede di Via Nomentana alle 11 di mercoledì 24 aprile e saranno aperti dal Preside Andrea Forzoni e dal Dott. Silvio Spiridigliozzi, nostro Direttore Sanitario. Successivamente il Presidente della Fondazione Integria Dott. Lino di Rienzo Businco e il Responsabile dei Progetti di Ricerca Dott. Pasquale Longo amplieranno l’attenzione dall’udito all’organismo nel suo complesso. Si discuterà degli impatti negativi del rumore sulla salute e sul benessere delle persone e si sottolineerà che, sebbene l’esposizione al rumore possa danneggiare l’udito di persone di qualsiasi età, gli studi più recenti indicano che sono proprio i giovani a essere sempre più a rischio, a causa di attività ricreative come l’ascolto della musica ad alto volume. Anche l’attività scolastica può essere ostacolata dagli ambienti rumorosi delle aule; questo riguarda soprattutto coloro che hanno difficoltà di udito o di apprendimento. Gli studi hanno dimostrato che nelle aule degli Stati Uniti, fino al 25% delle informazioni può andare perso a causa del rumore e del riverbero eccessivi.

La Dott.ssa Sara Giada Gerini, Responsabile Disabilità Sport e Comunicazione di Integria, condurrà poi una simulazione con studenti e insegnanti: attraverso l’uso di cuffie antirumore, farà sperimentare in maniera immersiva a ragazzi e professori le sensazioni di chi non può udire, per aiutarli a immedesimarsi in tale condizione e sensibilizzarli sul tema.

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Notte prima degli esami…

2024

Data di pubblicazione: 17 Aprile 2024

È ancora abbastanza lontana, ma c’è chi ha già iniziato il ripasso, chi fa schemi su ogni argomento e chi, in maniera più spensierata, pensa a godersi gli ultimi momenti con i compagni di una vita. A completare il resoconto, anche il punto di vista dei docenti che, in fondo, rivivono ogni anno attraverso i loro studenti l’ansia e l’emozione di quel fatidico giorno.

 

Paure, speranze e desideri animano i maturandi del Marymount sempre più vicini al grande giorno: la temuta maturità, un traguardo fondamentale del percorso scolastico di ogni studente, il passaggio verso una maggiore consapevolezza di se stessi e di ciò che si vorrebbe realizzare nel futuro. Ma gli esami sono soprattutto la fine di un ciclo di cinque anni in cui professori e studenti hanno condiviso tante emozioni, a volte positive e altre negative, si sono stretti legami profondi e se ne sono allentati altri, perché anche questo fa parte della crescita, come racconta Michela Pugliese, alunna del V Classico: “Credo di essere cresciuta molto. Ho molti ricordi positivi con i miei amici più stretti, e anche con vari professori. Sicuramente sento di aver acquisito una sicurezza nello studio notevole, che mi sarà utile alla Maturità e soprattutto dopo”.

Jemea Nije, gruppo leadership del V, ha risposto: “Sto iniziando a ripassare piano piano gli argomenti più importanti di ogni materia e cerco soprattutto di stare più attenta a lezione”.

Michela Pugliese aggiunge: “Fin dall’inizio dell’anno ho cercato di mantenere costanza nello studio e di non accumulare troppi arretrati. Sto iniziando piano piano a sistemare gli appunti di tutto il programma fatto finora e a ripassare, soprattutto in vista della simulazione dell’esame orale che avrò ad aprile.”

Tutti i ragazzi intervistati, Michela, Jemea, Giulia, Federico, Galgano, Renato, hanno voluto lasciare un messaggio per gli studenti del Marymount che nei prossimi anni giungeranno al diploma: godersi tutti i momenti della vita scolastica, e anche di quella extra-scolastica, con i propri amici, compagni e professori. Dal punto di vista della preparazione all’esame finale, il consiglio che hanno dato è quello di studiare volta per volta, stare molto attenti durante le lezioni e abituarsi a collegare ogni argomento con tutte le materie, cosa fondamentale vista l’impostazione della prova orale.

Per quanto riguarda l’aspetto psicologico, Jemea suggerisce: “Prenderla con serenità e dare semplicemente il meglio, ma soprattutto godersi l’ultimo anno perché passa velocemente”

A proposito del “godersi l’ultimo anno”, Renato e Galgano, ci raccontano che si sono divertiti moltissimo durante i festeggiamenti dei “100 giorni” che hanno trascorso in un casale affittato in provincia di Viterbo, dove hanno condiviso tanti momenti insieme, festeggiando con spensieratezza… come “se non ci fosse un domani”!

Su come affrontare questa importante tappa, abbiamo voluto acquisire anche il punto di vista di alcuni professori che, in base alla loro esperienza sia da studenti sia da insegnanti, potranno così offrire ai futuri maturandi suggerimenti preziosi.

Secondo il prof. Matteo Mauro, docente di Storia e Filosofia, è fondamentale allenarsi nello scrivere e nel parlare, precisando: “Si arriva bene all’appuntamento delle sei ore di tema e a quello dell’orale se si è fatto l’allenamento giusto, cosa che dipende dalle caratteristiche peculiari di ciascuno”. Quanto all’aspetto psicologico, il docente ha chiarito: “Credo che la cosa migliore sia da un lato evitare che lo studio per l’esame sia totalizzante e prosciughi energie e occasioni per distrarsi; dall’altro è necessario trovare la giusta sintonia con la tensione, perché se non la si sente si rischia di arrivare troppo rilassati e quindi incapaci di concentrarsi al massimo”.

Sul giusto equilibrio tra lo studio e il tempo da dedicare al relax ed alle distrazioni ha insistito anche la prof.ssa Catalani, la quale ha anche ricordato, con un pizzico di nostalgia, la sua personale esperienza: “Ricordo con immenso piacere le settimane che intercorsero tra la fine della scuola e l’inizio degli esami, un periodo in cui io e i miei compagni di scuola ci sentivamo sospesi in una realtà – che sembrava dovesse durare per sempre – fatta di interminabili gruppi di studio a casa mia, in cui ci sostenevamo a vicenda e ci aiutavamo a ripassare le diverse materie”.

La prof.ssa Catalani, docente di Italiano e Latino, ha sottolineato pertanto l’importanza della condivisione e del reciproco sostegno: “Condividere le nostre ansie e le nostre paure e sostenerci nella preparazione, mettendo a servizio degli altri compagni le nostre risorse, è stato il modo migliore per affrontare quel periodo, ciò che lo ha reso indelebile nei miei ricordi”.

Infine un prezioso consiglio a chi si sente soggetto all’ansia: “Fin da subito preparare schemi su ogni argomento studiato in ciascuna materia, in modo tale da poter agilmente ripassare nelle ultime settimane di giugno, prima dell’inizio delle temute prove”. Solo così, conclude la docente, “si riesce ad avere la situazione sotto controllo, dominando con sicurezza la mole di informazioni che bisogna studiare e ripassare”.

Ma il nostro reportage non finisce qui, nei prossimi giorni vi faremo conoscere anche i progetti e le scelte dei nostri amici subito dopo l’estate.

 

Di Maria Sofia Vittimberga e Michele Cirino, 16 anni, Liceo Classico e Scientifico (Lanoratorio di giornalismo)

Olimpiadi di Filosofia: ottavo posto per Guglielmo Catanzaro

2024

Data di pubblicazione: 17 Aprile 2024

Henri-Louis Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 – Parigi, 4 gennaio 1941)

Dopo il primo posto nella competizione regionale, il nostro Guglielmo Catanzaro si è classificato tra i primi dieci nella graduatoria finale. Un risultato ragguardevole se pensiamo che è l’unico studente di terzo anno ad essersi posizionato così in alto.

 

“Avrei dovuto conoscere un po’ meglio Henri Bergson, di cui non avevo letto mai nulla prima” è stato il primo commento di Guglielmo, che questa volta non ce l’ha fatta ad aggiudicarsi il primo posto sul podio: “Nella traccia ci veniva chiesto cosa esattamente sia il presente. Bergson in particolare pensa che non possa essere un singolo istante di durata zero come un punto su una linea e, quindi, dovevamo da una parte discutere questo aspetto e dall’altra provare a definire il presente in generale”. 

 

Un mancato trionfo che non lo scoraggia per niente: Guglielmo ha davanti a sé altri due anni per conoscere più da vicino i grandi protagonisti della storia del pensiero filosofico e non vede l’ora di tornare a competere con i suoi coetanei nelle prossime edizioni della prestigiosa manifestazione.

 

Abbiamo parlato del presente, ma nei suoi piani futuri la filosofia che posto occupa? “Sono sicuro che continuerò a leggerla e ad interessarmene nel tempo libero. Non penso che la sceglierò all’università (al momento mi sento più incline a fare Fisica o Statistica), ma c’è sempre tempo per decidere e capire cosa effettivamente vorrei fare”.

Una scuola, un coro e una professoressa

2024

Data di pubblicazione: 25 Marzo 2024

Ci deliziano con due concerti l’anno i cui proventi vengono devoluti a iniziative di solidarietà, ma con l’esibizione nel contesto internazionale del MAIS Honor Choir, il Coro Stabile della nostra Middle School ha ormai spiccato il volo verso mete sempre più ambiziose. Che cosa e chi anima tanta passione per la musica? Le giovani penne del Club di giornalismo danno la parola ai protagonisti.

 

Il Marymount ha sempre avuto un coro, però ventitré anni fa, con l’arrivo della professoressa Tiziana De Santis, c’è stata quella che potremmo definire una vera e propria svolta, con l’introduzione di “un sistema più ritmico” che ha sorpreso i genitori con blues, jazz e gospel. “La formazione comprende oggi 60 elementi stabili – spiega la docente che ci ha raggiunti qui nella sede del Liceo – Si tratta di un coro modulare, poiché include alunni a partire dalla prima media fino ad arrivare alla terza. Le principali regole per farne parte sono: la disciplina, il rispetto reciproco, il rispetto delle norme e del luogo in cui si lavora, perché i ragazzi di oggi hanno bisogno di stabilità e di regole, e soprattutto di capire cosa c’è dietro una regola, per comprenderla a fondo”. Inoltre, un altro importante obiettivo che il coro si pone è quello di mostrare ai giovani il motivo per il quale si studia “che non va mai sottovalutato, dato che ci rende persone libere” sottolinea la Prof.ssa De Santis, che ci racconta poi come nei corridoi di Via Nomentana già fervano i preparativi per il concerto di fine anno: “Da questo periodo fino a giugno tutte le ore curriculari di Musica vengono dedicate alla preparazione dei canti: gli studenti si esercitano individualmente all’interno delle proprie classi di appartenenza e solo successivamente hanno la possibilità di provare come un unico corpo”.

La passione di Tiziana De Santis per la musica esiste da sempre: sin da bambina voleva fare la cantante e già dall’età di quattro anni iniziò a esibirsi nel coro della sua città. Furono due amici di famiglia, un organista e un cantante lirico, a convincere i suoi genitori a permetterle di trasformare questa passione nel suo futuro. Da quel momento è, quindi, cominciata la carriera artistica della professoressa, che in seguito è stata scoperta da due produttori e che, grazie alla collaborazione con varie case discografiche, ha avuto la possibilità di vincere un Disco d’oro, raggiungendo anche  la prima posizione in classifica in tutta Europa. Nell’89 la sua carriera ha ricevuto la consacrazione ufficiale nel tempio della musica italiana, il Festival di  Sanremo, in cui la nostra docente si è classificata quarta. Successivamente, però, con l’arrivo di suo figlio, la nostra prof ha deciso di sospendere le esibizioni per dedicarsi al ruolo di madre, senza però mai dimenticare l’amore per il canto, che l’ha poi portata alla scelta di unirsi alla realtà Marymount per rilanciare la centralità della musica nella nostra scuola.

L’impatto che il lavoro della professoressa De Santis ha avuto sui suoi giovani alunni si può comprendere dall’emozione con cui loro stessi raccontano l’esperienza nel coro: un’alunna di prima media, Bianca Di Iorio, ci spiega come per lei l’incontro con la musica sia stato determinante, perché le ha permesso di trovare un modo per esprimere la propria interiorità, rilassarsi, sfogarsi e mettere ordine nei propri pensieri. La nostra corista aggiunge poi che da sempre aveva nutrito interesse per il canto e così, quando le si è presentata l’opportunità di coltivarlo, davvero non ha potuto non coglierla.

Ma un coro che si rispetti va di solito anche in tournée, e anche su questo punto De Santis non si è fatta trovare impreparata: nel momento in cui l’abbiamo intervistata dodici dei suoi ragazzi erano pronti al debutto al MAIS Honor Choir, manifestazione in cui i cori di varie scuole internazionali intonano canti in diverse lingue. “La nostra scuola darà a tutti il benvenuto con un canto in italiano, il Venga nel Nostro Coro di Antonio Salieri, il rivale di Mozart a Vienna – precisa la nostra instancabile interlocutrice – Ci saranno anche canzoni in cinese, tedesco e inglese. Partecipare a questo evento è un grande onore per il nostro istituto, in quanto in Italia non ci sono altre scuole dotate di un coro stabile”.

Siamo grati  alla professoressa De Santis per aver dato alla nostra scuola l’occasione di partecipare a un’iniziativa così prestigiosa, ma soprattutto per avere deciso di trasmettere il suo entusiasmo contagioso per la musica alle giovani generazioni.

 

Di Giulia Milanesi, 16 anni, Liceo Scientifico, e Polymnia Varvaras, 15 anni, Liceo Classico (Laboratorio di giornalismo)

 

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