Christmas Show! È di scena la magia del Natale

2024

Data di pubblicazione: 18 Dicembre 2024

Hanno incantato i genitori e l’intera comunità scolastica con un flusso inarrestabile di creatività e musica. Le voci emozionanti e i sorrisi sinceri dei piccoli allievi della Scuola dell’Infanzia e della Primaria hanno donato un tocco speciale al nostro Natale.

Il tradizionale  saluto natalizio ha vibrato quest’anno di un’intensità particolare, grazie alla straordinaria partecipazione dei bambini delle nostre classi inferiori. Le maestre della Scuola dell’Infanzia li hanno guidati in uno spettacolo particolarmente suggestivo, che ha unito tradizione e innovazione. “Abbiamo voluto rappresentare la creazione del primo presepe di Greccio, ma in una chiave moderna”, raccontano le insegnanti Maria Gabriella Rossi e Claudia Battaglia. “Il tema si è ispirato al celebre Greccio’s Got Talent, in cui gruppi di piccoli ‘aspiranti’ artisti si sono esibiti in sei coreografie diverse. Sotto lo sguardo attento di una giuria di ‘frati-giudici’ muniti di buzz, i bambini hanno impersonato personaggi del presepe come angeli, pastorelle, pecorelle e stelline, dando vita a una carrellata di scenografie emozionanti e abiti suggestivi”. Il momento culminante dello spettacolo è stato il presepe finale, in cui i bambini selezionati hanno illuminato la scena portando la luce del Natale nella sala. Per chiudere, una poesia in inglese recitata dalle bambine del Kindergarten ha aggiunto un tocco di internazionalità all’evento, mentre il coro dei più piccoli, diretto dal maestro Daniele Romeo, ha cantato con entusiasmo due brani, uno in italiano e uno in inglese.

Nella Scuola Primaria, gli spettacoli natalizi sono una tradizione consolidata, animati da cori di voci bianche, solisti e coreografie. La maestra che li coordina, Daniela Civale, sottolinea l’importanza di legare ogni performance a un progetto educativo ispirato ai principi guida della nostra scuola: “Gli spettacoli sono stati cinque, ciascuno pensato come un momento di preghiera e riflessione. Ogni classe, dalla Prima alla Quinta, ha eseguito due brani particolarmente impegnativi, uno in italiano e uno in inglese, con alcune esibizioni impreviste e bis che hanno coinvolto ancora di più il pubblico. Oltre alla musica, gli alunni hanno recitato poesie, filastrocche e spunti di riflessione, trasmettendo emozioni profonde. È così che il goal dell’anno, Affinché tutti abbiano vita, si è trasformato in un’opportunità per riflettere sulla spiritualità, una parola che amo molto perché riporta direttamente alla sensibilità, all’interiorità, al dialogo sincero con noi stessi”.

La docente non nasconde la sua soddisfazione per l’impegno profuso da ogni bambino: “Tengo molto a sottolineare la serietà con cui i miei alunni si preparano ogni anno per questa grande occasione di crescita personale. Il lavoro di ascolto, comprensione, intonazione e studio dei testi è davvero straordinario. La loro passione e il loro impegno sono emersi in ogni nota, in ogni sorriso e in ogni parola, con una naturalezza che ha reso ciascuna performance ancora più speciale”.

È andata proprio così: gli spettacoli di quest’anno sono stati un vero e proprio tripudio di talento, impegno e amore per la musica, ma soprattutto un’occasione unica per riflettere sulla bellezza del Natale e sulla gioia della solidarietà. Ogni esibizione, dal presepe moderno dei più piccoli alla riflessione spirituale degli alunni della Scuola Primaria, è stata un invito a condividere momenti di crescita personale e collettiva, riscoprendo il vero significato di questa festa.

Aule senza pareti: si parla di noi

2024

Data di pubblicazione: 18 Dicembre 2024

La prestigiosa rivista di architettura OUTDOOR dedica un servizio alle nostre classi all’aperto, sintesi felice tra le intuizioni architettoniche dello Studio CC91 e il sapere pedagogico e scientifico della nostra scuola.

Le nostre ragazze e i nostri ragazzi lo sanno bene: qui all’Istituto Marymount andare in giardino non significa solo fare ricreazione, correre, scherzare, ma sentirsi liberi di imparare. Strutturare spazi per l’attività didattica all’aperto è stato uno dei progetti che l’Istituto Marymount ha sviluppato con più tenacia negli ultimi anni, trasformando angoli prima inutilizzati del giardino in vere e proprie aule all’aperto attrezzate con mosaici laboratoriali e pannelli didattici, frutto della collaborazione tra gli architetti dello studio CC91 e Lidia Tavani, docente e pedagogista della nostra scuola.

“È stata una grande soddisfazione vedersi rappresentati come unica scuola italiana in questa importante rivista” –  è stato il commento del Preside Andrea Forzoni – “Il nostro istituto viene citato, infatti, tra i più all’avanguardia a livello internazionale, tra istituti americani, cinesi, norvegesi, danesi. I bambini e i ragazzi di questa scuola amano i loro alberi secolari ed era giusto consentire loro di vivere gli spazi all’aperto il più a lungo possibile durante il tempo-scuola. L’emergenza pandemica e  post-pandemica ha poi fatto risaltare ancora di più quanto la nostra intuizione fosse corretta. Fin dal primo giorno in cui ho messo piede in questa scuola ho immaginato che le aule non avessero pareti e un po’, forse, ci siamo riusciti”.

Articolo

Un Natale di Comunità, Solidarietà e Musica

2024

Data di pubblicazione: 9 Dicembre 2024

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Anche quest’anno la preparazione al Santo Natale rappresenta un’occasione per crescere insieme, impegnandoci in iniziative a sostegno concreto degli altri.

Nei giorni che precedono la Natività di Nostro Signore la scuola si trasforma in un luogo di attesa e di speranza: le aule e i corridoi rivestiti a festa dalla creatività dei bambini e dei ragazzi, il maestoso albero al centro della scalinata, il colorato bazar benefico allestito in Salone grazie alla generosità dei genitori. Tutto crea un’atmosfera di meraviglia, che scalda il cuore di grandi e piccini e invita, nel contempo, a rivolgere il pensiero a chi, purtroppo, si trova a vivere in condizioni di disagio.

In questo periodo di Avvento si intensifica più che mai, per esempio, l’impegno a favore della Missione RSHM in Mozambico. La preziosa solidarietà di studenti e genitori servirà a sostenere anche per quest’anno l’Escolinha de Inhazonia, che accoglie i bambini in età pre-scolare, e il Lar de Inhazonia, una boarding School femminile in cui le ragazze del posto possono vivere, studiare, crescere e acquisire le competenze necessarie per un futuro indipendente. Ma non faremo mancare il nostro aiuto anche agli anziani accuditi dalle Piccole Sorelle dei Poveri e alle famiglie in difficoltà sostenute dall’Emporio della Solidarietà – Caritas Roma.

Questo impegno di solidarietà, che coinvolge ogni classe dalla Scuola dell’Infanzia al Liceo, si colorerà poi con note musicali che avvolgeranno la comunità scolastica in momenti di condivisione e festa: questa settimana i bambini della Scuola dell’infanzia si esibiranno in uno show natalizio pieno di colori, canti e balli, gli alunni della Primaria intoneranno canzoni da tutto il mondo per il concerto ‘Together for Mozambique’, mentre il 19 dicembre agli studenti e alle studentesse dell’High-School sarà dedicata un’emozionante serata danzante. Nella stessa data grazie al concerto “Wade in the Water”, ideato e diretto dalla Prof.ssa Tiziana De Santis, le studentesse e gli studenti della Scuola Media ci chiameranno a un momento di riflessione dedicando la loro voce a tutti coloro che “passano da una riva all’altra per salvarsi”.

L’Istituto Marymount invita, pertanto, tutta la comunità scolastica a partecipare con entusiasmo e spirito di condivisione a questi eventi: ogni piccolo gesto di solidarietà e ogni momento di riflessione contribuiranno a rendere speciale il nostro Natale non solo per noi, ma anche per chi ha bisogno del nostro aiuto.
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Zapatos Rojos: arte e impegno sociale a scuola

2024

Data di pubblicazione: 28 Novembre 2024

Scarpe dipinte di rosso nel nostro giardino: è così che gli studenti della Middle School hanno gridato il loro no alla violenza di genere.

Il 25 novembre scorso la potente installazione dell’artista messicana Elina Chauvet ha trasformato il nostro istituto di via Nomentana in uno spazio di riflessione e impegno collettivo. Dopo aver fatto tappa in città come Buenos Aires, Milano, Madrid e Parigi, Zapatos Rojos ha offerto agli studenti, al personale scolastico e alla comunità locale l’opportunità di confrontarsi con un tema doloroso ma fondamentale, attraverso un’esperienza artistica che ha stimolato la riflessione sulla violenza di genere e sul cambiamento necessario per un futuro di uguaglianza e rispetto.

Per la realizzazione dell’iniziativa, infatti, i nostri ragazzi delle Medie sono stati impegnati in un laboratorio speciale, sotto la guida della docente e artista María Ángeles Vila, durante il quale hanno dipinto una serie di scarpe rosse che sono state poi esposte nel giardino della scuola, creando un’opera ambientale dal fortissimo impatto. 

Zapatos Rojos è un’opera che ha attraversato i continenti, diventando simbolo globale della lotta alla violenza di genere. Iniziata nel 2009 a Ciudad Juárez, in Messico, da Elina Chauvet, è stata concepita per ricordare non solo l’ondata di femminicidi che ha devastato il Messico negli anni Novanta, ma anche la tragica morte della sorella dell’artista. Da allora, l’opera è stata replicata in numerosi paesi, tra cui Argentina, Ecuador, Canada, Stati Uniti, Spagna, Italia e Norvegia, portando in ogni luogo un potente messaggio di memoria e sensibilizzazione.

L’Istituto Marymount è stato orgoglioso di offrire ai suoi studenti questa opportunità di crescita, utilizzando l’arte come strumento di giustizia sociale e trasformazione. Come sottolineato dalla stessa Elina Chauvet, l’obiettivo dell’opera è sempre stato quello di dare voce alle vittime e ai loro familiari, affinché la memoria delle donne uccise non venga dimenticata, ma diventi un faro di consapevolezza e impegno per tutti.

La terza tappa del progetto Erasmus+ “Educazione alla cittadinanza europea” è stata un’esperienza indimenticabile, che ha portato i nostri studenti del Liceo a conoscere alcune delle principali istituzioni dell’UE e a stringere legami di collaborazione e amicizia con coetanei di tutta l’Unione.

 

“È stato il culmine di un percorso importante, che i ragazzi si porteranno dentro per sempre”. Alla prof.ssa Maria Rosaria Cocchi, membro del team Erasmus della nostra scuola, brillano gli occhi quando le si chiede un bilancio sull’esperienza appena conclusa a Bruxelles. “L’obiettivo di questo progetto era quello di sensibilizzare i giovani alla partecipazione attiva nella vita politica e sociale dell’Unione, e io penso che forse si sia ottenuto anche qualcosa di più, un impatto sulla loro visione del mondo”. Il riferimento è a quello che ci ha appena raccontato Ottavia, una delle studentesse partecipanti al progetto: “Visitare le istituzioni europee e vedere da vicino i luoghi dove vengono prese le decisioni che influenzano la vita di milioni di cittadini è stato straordinario. È stato affascinante capire quanto sia essenziale creare rapporti tra i diversi Paesi dell’Unione, per rafforzare le connessioni interstatali in un mondo sempre più globalizzato”.

Nei giorni dal 7 al 10 ottobre gli studenti hanno preso parte a simulazioni del processo legislativo europeo, in cui hanno collaborato con i coetanei provenienti dalla Grecia e dalla Finlandia. Questi giochi di ruolo hanno permesso loro di immergersi nei meccanismi di negoziazione e confronto che precedono l’approvazione di una legge a livello europeo, favorendo una comprensione concreta e dinamica del processo decisionale.

Il viaggio a Bruxelles è stato il coronamento di un percorso che ha visto il coinvolgimento esclusivo degli studenti che si sono distinti per impegno e merito nelle mobilità precedenti in Finlandia e Grecia. Ogni tappa ha offerto nuove prospettive, nuove sfide e nuove opportunità di crescita, come racconta ancora Ottavia:

“Prima di Bruxelles ho avuto la fortuna di visitare la Finlandia, un paese che mi ha insegnato ad apprezzare i momenti di silenzio e riflessione interiore, che spesso mancano nelle nostre vite frenetiche e stimolate dalla tecnologia. In Finlandia, tutto ruota attorno a un senso di tranquillità che ti fa fermare e pensare. Invece la Grecia mi ha messo di fronte alla realtà di uno Stato che sta affrontando enormi difficoltà a causa della crisi economica. Quello che ho visto mi ha fatto apprezzare ancora di più la mia condizione di vita, che pur non essendo perfetta, è comunque molto più privilegiata rispetto a quella di altri Paesi europei”.

In conclusione, la mobilità a Bruxelles ha rappresentato per i nostri studenti non solo un’opportunità di apprendimento, ma anche un’esperienza fondamentale per la loro crescita personale e per la comprensione più profonda della nostra “casa comune”, l’Europa. “Questa esperienza mi ha avvicinato moltissimo alla realtà dell’Europa” – conclude Ottavia – “Mi ha fatto capire l’importanza di essere parte di qualcosa di più grande, di una comunità che, nonostante le differenze, lavora insieme per costruire un futuro migliore per tutti”. Un’esperienza che ha dato agli studenti strumenti per essere cittadini più consapevoli e attivi, pronti ad affrontare le sfide del futuro con una nuova visione e una mentalità aperta e inclusiva.

School Gives Learning, Marymount Gives Meaning!

2024

Data di pubblicazione: 5 Novembre 2024

Che cosa è andato in scena il 26 ottobre scorso, in questo primo importante momento di incontro tra il territorio e la nostra comunità scolastica? Non semplicemente un Liceo Classico e Scientifico bilingue, ma un’High School in cui cultura letteraria, sapere scientifico e pragmatismo tecnologico sono capaci di integrarsi armoniosamente, ispirandosi all’umanesimo integrale dell’RSHM.

Entusiasmo tra i giovanissimi partecipanti al primo open day del nostro Liceo in questo nuovo anno scolastico, alunni di seconde e terze medie alle prese con la prima scelta importante della loro vita, segno che la simbiosi naturale tra la cultura italiana e quella anglosassone che rappresenta l’anima della nostra offerta formativa incuriosisce un numero sempre più alto di visitatori. Tante le lezioni laboratoriali a cui gli ospiti hanno avuto la possibilità di assistere: dagli apparenti paradossi sulla tensione superficiale dell’acqua o sull’equilibrio dei corpi spiegati attraverso la fisica, alle pratiche magiche e rituali del mondo antico, al ‘design thinking’, approccio creativo al problem solving per lo sviluppo finale di prodotti o sistemi.

“Ho il sentore di una scuola viva, aperta al mondo” è il commento di una mamma che per la propria figlia sta cercando un indirizzo di studi che non solo potenzi la lingua inglese, ma che sia capace di integrare al suo interno un approccio più pragmatico alla conoscenza, una visione del mondo complementare a quella del nostro sistema di studi tradizionale. “La forte internazionalizzazione che si respira in queste aule mi sembra un’occasione unica per i ragazzi” – prosegue un altro genitore – “continueremo la nostra ricerca perché è una scelta che non si può fare a cuor leggero, ma devo dire che oggi siamo rimasti davvero colpiti”.

“Trasformare i nostri studenti in agenti di cambiamento, leader per la giustizia e la pace”: è questa la missione della scuola secondo il Preside Shane Grant, che nello spiegare l’articolazione oraria del curriculum, in cui circa 12 lezioni settimanali su 32 sono erogate in lingua inglese, sottolinea la presenza di discipline come Future Talk, Public Speaking, Global Perspectives, o dei seminari pomeridiani di Filosofia politica e Relazioni internazionali, il Gruppo Leadership e le attività di volontariato all’interno della rete RSHM e con la Comunità di Sant’Egidio. “Puntiamo a far crescere nei cuori dei nostri studenti un senso di forte solidarietà e comunione col prossimo” – continua il Prof. Grant – “Non ci interessa abituarli ai meccanismi della pura competizione accademica o lavorativa, col rischio poi di incitarli a una subdola concorrenza tra di loro. Crediamo fermamente nel lavoro di squadra, un valore che cerchiamo di mettere in pratica quotidianamente proprio per trasmetterlo con l’esempio a tutti i nostri ragazzi”.

“Questo non significa non essere esigenti, non pretendere il massimo da ciascuno, ma essere sempre disponibili a comprendere che cosa c’è dall’altra parte, che è la dote che ci si aspetta da chi prende le decisioni per la collettività” – spiega la Curriculum Coordinator Alessia Tozzi – “Pensiamo che l’eccellenza individuale vada calata ed esercitata in contesti fortemente creativi e cooperativi, i cui frutti possano essere un vantaggio per tutti. Anche a livello di architettura didattica cerchiamo di riprodurre questa orizzontalità e questa permeabilità, prevedendo gruppi di lavoro in cui studenti del Classico e dello Scientifico si mescolano naturalmente, rinunciando al prevedibile antagonismo che potrebbe animarli, o in cui si incontrano ragazzi di vari anni di corso, come succede nei seminari pomeridiani. Dal 2018 siamo riconosciuti come Cambridge International Centre Examinations, questo vuol dire che i nostri studenti integrano nel loro curriculum anche gli esami internazionali IGSCE e AS/A-Level. Insomma, sono tante le caratteristiche che rendono il Liceo Marymount un unicum nel panorama romano, vista anche la nostra partecipazione alla rete nazionale delle scuole INDIRE, punto di riferimento per la ricerca educativa e l’innovazione didattica in Italia”.

“Altre peculiarità su vorrei soffermarmi è, poi, il supporto costante di una International Counselor che affianca gli studenti nelle candidature presso università italiane e straniere, offerte accademiche che i nostri studenti possono conoscere da vicino perché ogni sei mesi la scuola ospita una vera e propria Università Fair”  – prosegue la Dott.ssa Tozzi – “Vorrei menzionare il potenziamento matematico-scientifico nell’indirizzo Classico (con una lezione in più di Matematica al biennio e una in più di Science al triennio); l’aggiunta della lingua spagnola al biennio del Liceo Scientifico e di un’ora di Political History al triennio. Art History viene insegnata fin dal primo anno in entrambi gli indirizzi. Un’altra caratteristica che ci contraddistingue è la compattazione oraria di alcune discipline che vengono impartite in maniera intensiva in un unico quadrimestre e poi la selezione, la varietà e la cura con cui vengono proposti i PCTO e varie altre esperienze di formazione integrale come Erasmus, MUN, Sports Festival e tutti gli altri scambi all’interno della rete di scuole RSHM nel mondo”.

È veramente difficile sintetizzare lo spirito che nutre tutto questo dinamismo e la voglia di fare dei nostri docenti e studenti. Il miglior biglietto da visita? I ragazzi del Leadership Group e Students League, che hanno accolto e accompagnato con gioia i visitatori in giro per l’istituto. I loro sorrisi e il loro approccio gentile e misurato nel rispondere a ogni domanda sono stati la più significativa testimonianza del clima inclusivo e positivo che si respira all’interno delle nostre classi.

Occhio ai prossimi appuntamenti:

Lunedì 16 dicembre – ore 16.00

Sabato 18 gennaio – ore 9.30

Donne sotto lo stesso cielo: storie di coraggio e rinascita

2024

Data di pubblicazione: 14 Ottobre 2024

 

Continua l’impegno del nostro istituto nella lotta contro le discriminazioni di genere. Il 14 ottobre i ragazzi della Scuola Media hanno assistito alla presentazione del volume “Donne sotto lo stesso cielo”, raccolta di storie e versi nata dall’incontro tra donne vittime di abuso e i bambini dell’IC “Raffaello” di Roma.

“Quando inizia la discriminazione contro le donne?”. La domanda è rimasta sospesa nell’aria, rimbalzando tra gli sguardi attenti delle ragazze e dei ragazzi, portati a riflettere sul fatto che tanti miti fondativi della nostra civiltà recano il marchio della misoginia – pensiamo ai tanti ‘ratti’ della mitologia greca e latina -, ma che è soprattutto tra le pieghe del nostro linguaggio, nelle espressioni che sentiamo e magari usiamo quotidianamente, che spesso si annidano luoghi comuni, pregiudizi, discriminazione. L’espressione “Auguri e figli maschi”, per esempio, è solo una delle tante manifestazioni di come il sessismo si sia insinuato nella nostra lingua, perpetuando stereotipi che appaiono innocui ma che, al contrario, rafforzano le disuguaglianze.

A presentare l’evento Pamela di Lorenzo, fondatrice dell’associazione “SiAmo VII”,  in cui tante donne hanno trovato la forza per denunciare e rinascere. Il suo intervento ha aperto un dialogo sincero, in cui la poesia e le testimonianze personali si sono intrecciate portando alla luce ferite, ma anche speranze. La raccolta di versi “Donne sotto lo stesso cielo”, nata dall’incontro tra l’associazione e i bambini dell’Istituto Comprensivo “Raffaello” di Roma, è stata il filo conduttore di una mattinata in cui le parole hanno assunto un peso nuovo.

I ragazzi hanno presto superato l’emozione e iniziato a porre domande, sempre più coinvolti dalle storie ascoltate. Tra le testimonianze più toccanti quella di Vanessa, che ha raccontato come la violenza subìta per otto lunghi anni fosse diventata per lei “la normalità”. Alla fine dell’incontro, una studentessa ha alzato la mano e con semplicità ha detto: “Quello che mi ha colpito di più in queste donne è che hanno detto la loro opinione con coraggio e senza offendere nessuno”. Un’osservazione che ha convinto tutti, perché in fondo è proprio in un confronto leale e rispettoso che le differenze di genere vanno comprese e valorizzate.

Un due tre… Arché! I bambini protagonisti del pensiero critico

2024

Data di pubblicazione: 10 Ottobre 2024

 

“Perché viviamo se poi dobbiamo morire?”. “Perché Dio ha scelto la terra per far nascere la vita dopo il Big Bang?”. “Come mai ci sentiamo costretti a fare sempre come fanno gli altri?”. Le domande emerse durante i primi incontri del percorso multidisciplinare appena avviato nelle classi Quarte e Quinte della Scuola Primaria non lasciano dubbi: i bambini amano pensare in maniera filosofica e sono pronti a farlo molto prima di quanto solitamente si pensi.

Hanno già mostrato una sorprendente capacità di riflessione e astrazione i bambini coinvolti nei laboratori di filosofia, lettura ad alta voce, antropologia e outdoor learning che hanno luogo il lunedì mattina nell’ambito delle ore di potenziamento. Cercando l’acqua, primo elemento ‘riunificatore’ del progetto, tra i sassi e le foglie del loro giardino, i giovani ‘apprendisti’ delle Quarte e delle Quinte hanno colto in maniera proficua l’opportunità di formulare ipotesi, domande, teorie e di confrontarsi con tematiche e figure di rilievo come Talete, la diversità, il conformismo.

Questo percorso multidisciplinare e trasversale, guidato da docenti che insegnano dalla Scuola dell’Infanzia al Liceo, ha lo scopo di promuovere nei piccoli discenti non solo lo sviluppo di competenze culturali e cognitive, ma anche quelle abilità sociali, riflessive e comunicative così fondamentali per l’armonioso sviluppo della personalità, in cui un ruolo centrale ha la parola come strumento di concettualizzazione e di condivisione della propria visione del mondo e della propria interiorità.

Una priorità che è sorta dall’osservazione quotidiana dei nostri insegnanti: come ci raccontano le maestre Cristina Leo e Lidia Tavani, è sempre più evidente nel modo di esprimersi di bambini e ragazzi un uso della lingua piegato a scopi esclusivamente pratici e perciò estremamente sbrigativo, povero, generico. “Maestra, posso foglio?” è l’esempio che ha posto alla nostra attenzione la maestra Cristina, che non vuole farne una questione di mera norma linguistica infranta, bensì portarci a riflettere sul delicato rapporto tra linguaggio e pensiero. “Avere poche parole nel proprio vocabolario è come avere poche frecce per il proprio arco” continua la docente con una efficace metafora che ricollega la penuria e l’approssimazione linguistica alla capacità di incidere sulla realtà e che interferisce anche nella relazione con se stessi, concetto che ha a cuore particolarmente a cuore la maestra Lidia: “La lingua è lo strumento che permette un avvicinamento agli altri e prima di tutto a se stessi in una sintonizzazione emotiva che però è difficile raggiungere se persino in quelli che dovrebbero essere gli anni della formazione lenta e graduale la preoccupazione maggiore è sempre e solo quella del programma, quasi in un’ottica di prodotto-risultato-profitto”.

In quest’ora settimanale, quindi, la sfida per i bambini non sarà solo apprendere nozioni su Pitagora, Platone e sui modi in cui le loro scoperte hanno plasmato la storia del pensiero e della civiltà, ma esplorare il mondo con uno sguardo diverso, più critico, che diventi lo strumento per superare la frammentazione, pur necessaria, delle discipline. Una riunificazione del sapere che il nostro istituto intende perseguire con coraggio nel segno di una visione sempre più olistica dell’apprendimento, centrata sullo sviluppo integrale degli studenti e sul loro percorso di crescita culturale e umana.

 

94 anni di Visione Globale

2024

Data di pubblicazione: 6 Ottobre 2024

Il 7 ottobre 1930 una suora energica e visionaria appena arrivata da New York firmava il contratto di acquisto di un’elegante dimora aristocratica su via Nomentana per trasformarla in un luogo di spiritualità e di fede. Da allora quello stesso progetto continua a ispirare nelle vite di migliaia di giovani i valori della Comunità delle Religiose del Sacro Cuore di Maria.

“Roma è indescrivibile… fate che i bambini preghino perché noi si possa avere un istituto qui… Sarebbe bello che tutte le religiose potessero venire per un periodo a vivere qui”. Era questo l’augurio che Madre Joseph Butler, da poco eletta Madre Generale delle Religiose del Sacro Cuore di Maria, rivolgeva a se stessa e alle consorelle nell’ottobre del 1926, quando per la prima volta aveva potuto intraprendere un viaggio nella città del Santo Padre, emozionandosi all’idea di muovere i suoi passi su quelli degli antichi martiri cristiani e di cercare una sede per una nuova scuola Marymount, in modo da portare a termine un disegno preconizzato da Padre Gailhac già alla fine dell’Ottocento.

E così scrisse qualche anno più tardi in una lettera a Madre Gerard, allorché le sue speranze si erano finalmente concretizzate con l’acquisto della bella sede di via Nomentana 355: “Questo posto è storico e non semplicemente perché vi ha soggiornato Giuseppe Garibaldi, ma perché sotto ci sono le catacombe… Se solo potessi sedermi fuori in uno di questi graziosi balconi a meditare su quello che accade intorno a noi, che grande conforto spirituale potrei trarne, ma bisogna alzarsi e lavorare. Non c’è tempo per leggere i miei sogni e le mie aspirazioni”. Colpita dalla spiritualità del luogo e guidata dal suo infaticabile spirito di iniziativa e di sacrificio, Madre Butler impiegò tutte le sue energie per trasformare la sontuosa residenza aristocratica che allora si chiamava ancora Villa Fiorita in un centro di cultura e fede.

A rivelarci questi particolari, che rendono tanto più vivido e nitido il ricordo della Madre Generale in occasione di questa importante ricorrenza, è stata Sister John Bosco che, attraverso una paziente e documentata ricerca di archivio oggi racchiusa nell’elegante volumetto dal titolo “Marymount”, ha ricostruito la storia della proprietà e della comunità delle religiose RSHM a Roma.

È in questo libro che ancora possiamo leggere, per esempio, che Madre Butler aveva solo 19 anni quando Padre Gailhac, avendo intuito il coraggio e l’intelligenza della giovane novizia, decise di inviarla in Portogallo, dove in breve tempo diventò un’efficiente insegnante e Madre Superiora. Ma sarà il Nuovo Continente, dove si reca nel 1903 e in cui non esistevano ancora scuole RSHM, a svelarle il piano che la Provvidenza ha in mente per lei: “Il lavoro della sua vita – scrive ancora Sister John Bosco –  non era quello di costruire una scuola o di impiantare una casa, ma quello di costruire molte scuole e di organizzarle, guidarle e fornirle di personale. Stava per intraprendere un lavoro sovrumano, ma lo avrebbe portato a termine. Non era il suo acume di imprenditrice in erba che la aiutò, bensì la sua fede. Aveva lo Spirito Santo dietro di lei… In tutto, Madre Butler ebbe il merito dell’apertura di quattordici scuole, di cui tre collegi, negli Stati Uniti, e di ventitré scuole, noviziati ed altre istituzioni in molti paesi” (p. 9).

Con la celebrazione di questo 94esimo anniversario la nostra scuola non solo rinnova, quindi, il proprio impegno verso una formazione che promuova la vita, la conoscenza e la spiritualità, ma commemora e onora la memoria delle religiose che in quel lontano autunno del 1930 arrivarono da New York a bordo del piroscafo Saturnia per sistemarsi nel luogo prescelto da Madre Butler, una religiosa che con la sua visione lungimirante e un’instancabile dedizione ha portato la rete RSHM nei tre continenti, cambiando il volto dell’educazione cattolica a livello globale.

Marymount University Fair: un passaporto per il futuro

2024

Data di pubblicazione: 23 Settembre 2024

Grande successo per la kermesse che il 20 settembre ha permesso ai nostri studenti di conoscere da vicino le opportunità offerte da prestigiose università di tutto il mondo.

Si conferma come un appuntamento gradito tanto agli studenti quanto ai loro genitori la Fiera delle Università che per il secondo anno consecutivo è stata allestita negli spazi della nostra palestra di via Livorno 91. Diversi gli atenei che si sono distinti per la varietà dei percorsi attivati e l’internazionalità delle loro proposte: la Temple University, la Oxford Royale Academy, l’University of Southampton e l’University of Greenwich, solo per citarne alcune, hanno rappresentato il meglio dell’offerta formativa anglosassone, mentre l’Italia è stata ben rappresentata da istituzioni del calibro della Ca’ Foscari di Venezia, de La Sapienza di Roma, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore o del Campus Bio-Mecico.

Motivata e sollecita la partecipazione dei nostri studenti. Neiram, 18 anni, si aggirava tra gli stand con un obiettivo ben preciso in mente: “Sto cercando informazioni sui corsi in Business Administration e la fiera mi ha permesso di ottenerne moltissime”. Anche Diletta, 17 anni, ha trovato risposte esaustive alle sue domande: “Alla Saint Louis University di Madrid c’è un corso in ingegneria meccanica interamente erogato in lingua inglese, esattamente quello che cercavo”, ha raccontato con soddisfazione.

Naria, 18 anni, ha trascorso la mattinata alla ricerca di corsi di fisica e astrofisica e dopo aver parlato con diversi rappresentanti ha concluso che il King’s College di Londra potrebbe fare al caso suo.

L’entusiasmo degli studenti è stato condiviso anche dai loro genitori: “È importante per noi essere qui oggi, per sostenere i nostri figli e aiutarli a prendere una decisone ponderata riguardo il loro futuro”, ha commentato una madre presente alla fiera.

L’evento si è concluso, quindi, con un bilancio estremamente positivo, attestando l’importanza di iniziative come queste nel facilitare il passaggio degli studenti verso la vita universitaria.

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